Un intervento sul tema della povertà estrema a Ferrara è stato affidato a Domenico Bedin, presidente dell’Associazione Viale K. Nel suo contributo, Bedin commenta il ripristino del decoro lungo le rive del Volano, dove una persona aveva trovato sistemazione su un materasso. Secondo quanto riferito, l’uomo si sarebbe allontanato e le sue masserizie sarebbero state rimosse.
La riflessione si concentra sulla condizione di chi vive in strada e sul modo in cui viene affrontata dalle istituzioni e dalla comunità. Bedin osserva che, accanto alla soddisfazione per il recupero del decoro, non sarebbe stato espresso dispiacere per la situazione della persona costretta a dormire all’aperto, in un’area esposta alla presenza di nutrie, topi e anatre.
Le richieste di aiuto
Nel testo, il presidente dell’associazione critica una gestione che, a suo giudizio, tende ad allontanare dal centro cittadino chi viene considerato fonte di degrado. Da circa un mese, scrive Bedin, le persone senza dimora verrebbero spinte fuori dalle mura o indotte a trovare luoghi più nascosti, senza che il problema venga risolto. Tra gli spazi citati ci sono anche i bagni pubblici di via Cortevecchia, sotto gli uffici degli assessori.
Bedin riferisce inoltre di avere ricevuto, tra lunedì 7 e martedì 8, cinque richieste urgenti per trovare accoglienza a persone rimaste senza un posto dove dormire. A rivolgersi all’associazione, secondo il suo racconto, sarebbero stati un carabiniere, un caposala dell’ospedale, un operatore del Serd e un sacerdote, tutti alla ricerca di una soluzione per persone in difficoltà.
La richiesta di collaborazione
L’Associazione Viale K, spiega il presidente, non riesce a rispondere a tutte le situazioni segnalate. Da qui la richiesta di unire le forze, stabilire priorità e garantire almeno un giaciglio a chi si trova per strada. Il contributo richiama in particolare il ruolo dei servizi pubblici, che dovrebbero occuparsi dell’accoglienza e dell’assistenza, ma che in alcuni casi, secondo Bedin, indirizzerebbero le persone verso realtà associative.
La conclusione dell’intervento è un appello alla comunità ferrarese affinché il decoro urbano non venga separato dalla solidarietà. Per Bedin, una città può dirsi realmente decorosa solo se riesce a evitare che qualcuno debba dormire lungo il Volano o in altri luoghi impropri e se mette a disposizione spazi di accoglienza per chi è caduto in una situazione di grave disagio.