Urbanistica

Ferrara, il Comune blocca il parcheggio nel giardino condominiale

Ispezione del 3 settembre: nessun intervento abusivo, ma annunci relativi a 17 stalli in vendita.

Ferrara, il Comune blocca il parcheggio nel giardino condominiale

Il Comune di Ferrara ha diffidato la società che ha acquistato un’area verde all’interno del complesso residenziale affacciato su via Fiume, corso Isonzo, via Cassoli e corso Piave. Il lotto, destinato dagli strumenti urbanistici a rimanere a verde, era stato associato alla possibile realizzazione di un parcheggio privato.

La decisione dell’amministrazione è stata comunicata dall’assessore Stefano Vita Finzi Zalman in risposta a un’interpellanza presentata dai consiglieri Anna Zonari, della lista La Comune di Ferrara, e Matteo Proto, del Partito democratico. La diffida riguarda l’utilizzo dell’area come spazio per posti auto, annunciato attraverso alcuni cartelli comparsi sul terreno.

Il sopralluogo nell’area

Durante l’ultimo sopralluogo, effettuato il 3 settembre, i tecnici comunali hanno verificato che il lotto risultava ancora piantumato e inerbito. Non sono state rilevate opere edilizie abusive, ma gli operatori hanno constatato la presenza di cartelli che annunciavano la vendita di spazi destinati a posto auto. Secondo quanto riferito dall’amministrazione, proprio questa circostanza ha portato all’adozione della diffida.

Le norme urbanistiche vigenti, infatti, impongono che la superficie resti verde e non venga trasformata in un’area asfaltata o destinata alla sosta privata. L’intervento dell’ente arriva dopo le segnalazioni dei residenti e il confronto aperto in consiglio comunale dai due consiglieri.

La vendita dell’area e la mobilitazione dei residenti

La porzione di terreno misura 480 metri quadrati ed è stata venduta da Acer alla società Patruno Srl per 28mila euro. Il progetto prospettato avrebbe potuto portare alla realizzazione di un parcheggio privato con 17 posti auto, messi in vendita al prezzo indicato di 37mila euro ciascuno, per un valore complessivo superiore a 600mila euro.

La vicenda ha coinvolto in particolare numerosi residenti del condominio Garibaldi, impegnati a impedire la trasformazione del giardino in uno spazio di sosta. L’area, secondo la ricostruzione contenuta nell’interpellanza, avrebbe perso la propria funzione originaria se il progetto fosse stato portato avanti.

Anna Zonari ha definito la diffida un passaggio importante, sostenendo che i cartelli relativi alla vendita fossero incompatibili con la destinazione dell’area. Matteo Proto ha espresso soddisfazione, osservando però che l’amministrazione avrebbe dovuto intervenire prima, alla luce delle sollecitazioni ricevute.

I due consiglieri hanno infine annunciato che continueranno a verificare il rispetto degli impegni assunti dal Comune. Per il momento, quindi, il terreno resta un’area verde e non potrà essere utilizzato come parcheggio privato secondo la destinazione prospettata nei cartelli.