Procura ferrarese

Sei indagati per caporalato nel territorio di Argenta

Accertamenti dei militari dopo la segnalazione presentata da una cooperativa agricola: sequestrati gli smartphone, fascicolo ancora preliminare.

Sei indagati per caporalato nel territorio di Argenta

Sei persone sono indagate nell’ambito di un’inchiesta sul possibile sfruttamento del lavoro nel territorio di Argenta. Il procedimento è stato avviato dalla Procura di Ferrara dopo l’esposto presentato da una cooperativa agricola locale, che aveva segnalato alcune situazioni ritenute preoccupanti all’interno della propria organizzazione.

Gli indagati sono tutti uomini: cinque cittadini stranieri e un italiano. A vario titolo, nei loro confronti viene ipotizzato il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, fattispecie comunemente associata al fenomeno del caporalato. Gli accertamenti sono ancora in corso e dovranno verificare la fondatezza dei sospetti e ricostruire i rapporti e le dinamiche alla base della vicenda.

L’esposto della cooperativa

I fatti oggetto dell’indagine risalirebbero allo scorso anno. L’esposto è stato depositato a giugno 2025, dopo che i vertici della cooperativa erano venuti a conoscenza di alcune voci relative a possibili situazioni irregolari riguardanti lavoratori e attività interne alla società. La segnalazione sarebbe stata presentata come misura di autotutela, con la decisione di affidare all’autorità giudiziaria le verifiche necessarie.

Il fascicolo è coordinato dalla pm Silvia Clinca. La Procura ha delegato ai carabinieri gli approfondimenti investigativi, compresi quelli sui dispositivi utilizzati dalle persone coinvolte. Nel corso delle attività, i militari hanno sequestrato i telefoni cellulari degli indagati e disposto una serie di accertamenti informatici, che risultano in fase di conclusione.

Indagine ancora preliminare

Dopo una richiesta di proroga, il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Non sono quindi emersi, allo stato, esiti definitivi sull’eventuale responsabilità degli indagati. Saranno gli ulteriori riscontri raccolti dagli investigatori e le valutazioni della Procura a stabilire se le ipotesi iniziali troveranno conferma.

Il caso si inserisce in un contesto nel quale il territorio di Argenta è già stato interessato da vicende legate al caporalato. L’episodio più recente richiamato nell’inchiesta è il sequestro di beni per oltre 650mila euro eseguito dall’Anticrimine della Polizia di Stato nei confronti di Alì Zulfiqar, cittadino pakistano di 61 anni. L’uomo era stato arrestato nel novembre 2022 e aveva successivamente patteggiato una pena di tre anni.