Un deposito abusivo di rifiuti speciali, anche pericolosi, è stato scoperto a San Nicolò, nel territorio comunale di Argenta. L’area, comprendente fabbricati, container e materiali accumulati, è stata sottoposta a sequestro penale probatorio. Il gestore è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Ferrara.
Il sopralluogo dei carabinieri forestali
L’operazione è stata condotta dai militari del Nucleo carabinieri forestale di Portomaggiore, impegnati in una serie di verifiche sui reati ambientali. Durante un sopralluogo eseguito nei giorni scorsi in alcuni terreni collegati a un immobile, i militari hanno trovato due persone mentre caricavano un cassone scarrabile con una consistente quantità di condizionatori fuori uso.
Gli accertamenti sono stati quindi estesi al piazzale e al magazzino adiacente. Secondo quanto emerso, l’area veniva utilizzata per lo stoccaggio e il disassemblaggio di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti Raee, oltre che per l’accumulo di altri materiali. Nel container erano presenti circa 12 quintali di unità interne e motori di climatizzatori non bonificati.
I materiali e le irregolarità contestate
Nel corso dell’ispezione sono stati trovati anche fusti e sacchi contenenti scarti di varia natura: estintori fuori uso, bombole semivuote di gas refrigerante, motori di avviamento, compressori, caldaie, infissi in alluminio e pannelli isolanti. Nell’elenco figuravano inoltre carcasse di frigoriferi e altri elettrodomestici, tra cui lavatrici e piani cottura.
I materiali, secondo l’ipotesi investigativa, potrebbero provenire da lavori di ristrutturazione o da attività di svuota-cantine. All’interno del magazzino sono stati individuati banchi attrezzati per smontare i rifiuti e recuperare le parti metalliche, soprattutto il rame, oltre a una bilancia destinata a pesare i materiali estratti.
Le verifiche avrebbero evidenziato l’assenza delle autorizzazioni ambientali necessarie per lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti, oltre alla mancanza della documentazione obbligatoria per garantirne la tracciabilità. Il gestore dell’area risulterebbe titolare di una ditta di autotrasporto merci.
Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato denunciato per le ipotesi di reato contestate in materia di abbandono e gestione non autorizzata di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, in riferimento al decreto legislativo 152 del 2006. L’intera area è stata sequestrata e affidata a un custode giudiziario, in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.
Le indagini proseguono per ricostruire la provenienza dei materiali e verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone nella rete di conferimento illecito. Gli investigatori dovranno inoltre accertare l’estensione delle attività svolte nel sito e la destinazione degli scarti eventualmente già movimentati.