Petizione popolare

Confesercenti lancia la raccolta firme contro il declino dei negozi

L’associazione chiede 50mila adesioni per misure a favore delle attività di vicinato.

Confesercenti lancia la raccolta firme contro il declino dei negozi

Confesercenti Ferrara ha avviato la raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare intitolata Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità. L’obiettivo è contrastare la riduzione degli esercizi commerciali e sostenere la presenza delle attività di vicinato nei centri urbani. La campagna punta a raccogliere 50mila firme a livello nazionale.

Il calo delle attività

Secondo i dati illustrati dall’associazione, negli ultimi anni il territorio ferrarese ha perso 761 imprese del commercio al dettaglio rispetto al 2019. Il fenomeno riguarda anche i lavoratori indipendenti, diminuiti del 23,4% in sette anni. Per Leonardo Fabbri, presidente di Confesercenti Ferrara, la desertificazione commerciale rappresenta un problema che non riguarda soltanto gli operatori economici, ma anche la vita sociale delle città.

Alessandro Osti, direttore dell’associazione, ha sottolineato che un negozio costituisce anche un punto di incontro per i residenti e un elemento della rete sociale urbana. Tra i fattori indicati come causa della crisi c’è la crescita dell’e-commerce, considerato uno strumento utile per i consumatori ma anche una fonte di pressione per le piccole attività con sede fisica. Secondo Confesercenti, per ogni 10 euro spesi online, 7 euro escono dall’economia locale.

Le proposte della legge

Nel corso della presentazione, il vicepresidente vicario Roberto Belotti ha richiamato anche il tema della fiscalità e del ricambio generazionale. La media d’età degli imprenditori italiani sarebbe di 53,7 anni. Un sondaggio citato dall’associazione indica nella burocrazia e nell’elevata pressione fiscale due dei principali motivi che scoraggerebbero i giovani dall’avviare un’attività commerciale. Confesercenti ha inoltre evidenziato una diversa distribuzione del gettito: 4,5 miliardi di euro dalle attività fisiche contro 450 milioni dall’e-commerce.

La proposta prevede l’estensione a tutto il Paese delle ZES Pros, Zone Economiche Speciali di Prossimità, già presenti nel Sud Italia. In queste aree, secondo il progetto, il commercio esistente dovrebbe essere tutelato e l’apertura di nuove attività incentivata attraverso un regime fiscale adeguato. Tra le richieste figura anche l’istituzione di un osservatorio per la rigenerazione urbana, con l’obiettivo di accompagnare lo sviluppo dei centri abitati tenendo conto del rapporto con l’ambiente.

La raccolta firme potrà essere effettuata online e attraverso appuntamenti sul territorio. Sono stati indicati un punto dedicato al mercato di Comacchio del 9 settembre e un banchetto al mercato di Ferrara nella serata dell’11 settembre. Il vicepresidente Roberto Marzola ha rivolto un appello ai cittadini affinché contribuiscano al raggiungimento del numero necessario per presentare la proposta.