Le difficoltà che interessano il comparto agricolo rischiano di colpire in modo particolare le aziende guidate da imprenditori under 40. A lanciare l’allarme è Carlo Alberto Curzola, presidente dei Giovani di Confagricoltura Anga Ferrara, secondo cui le realtà nate da poco sono più esposte perché non hanno ancora consolidato strutture, mercato e capacità finanziaria.
Investimenti iniziali, finanziamenti da sostenere, costi di produzione elevati e condizioni di mercato instabili rendono più difficile affrontare una stagione complessa. A questi fattori si aggiunge un contesto climatico sempre più imprevedibile, che aumenta l’incertezza per chi deve programmare attività e spese su più anni.
I numeri delle aziende under 40
Secondo il settimo Censimento generale dell’agricoltura, nel 2020 in Emilia-Romagna le aziende condotte da giovani fino a 40 anni erano 4.128, pari all’8% del totale, con quasi 118mila ettari di superficie agricola utilizzata. Nel territorio di Ferrara, le imprese guidate da giovani rappresentavano nello stesso anno circa 12.900 ettari.
Il quadro evidenzia anche una maggiore propensione all’innovazione. La quota di aziende informatizzate raggiunge il 33,6% tra quelle condotte da giovani, contro il 14% delle realtà con capo azienda over 40. Inoltre, il 24,4% dei giovani ha realizzato innovazioni, rispetto al 9,7% registrato tra gli imprenditori più anziani.
Credito, terra e continuità normativa
Per Anga Ferrara, passione, entusiasmo e capacità di innovare non bastano a garantire la permanenza delle nuove generazioni nel settore. Servono condizioni che consentano alle imprese di crescere, diventare sostenibili e affrontare la volatilità dei mercati, gli eventi climatici e la complessità burocratica.
Claudia Guidi, presidente dei Giovani di Confagricoltura Emilia-Romagna e di Confagricoltura Ferrara, sottolinea che la regione rappresenta un esempio positivo per il numero di giovani che scelgono di restare in agricoltura. Il risultato, tuttavia, non sarebbe acquisito: per mantenerlo occorrono strumenti strutturali per l’accesso all’attività agricola, al credito, alla terra e agli investimenti, oltre a maggiore stabilità sul piano normativo e burocratico.
La richiesta dell’associazione non riguarda quindi soltanto il finanziamento del primo insediamento. L’obiettivo indicato è costruire un percorso di accompagnamento negli anni successivi, quando le aziende devono consolidarsi e affrontare le principali difficoltà operative. Il ricambio generazionale, secondo Anga Ferrara, non si completa con l’ingresso di un giovane, ma con la possibilità concreta di rimanere nel settore e sviluppare un’impresa competitiva.