Case popolari

Residenzialità storica, FdI annuncia la battaglia in Emilia-Romagna

Il partito contesta la decisione regionale sui punteggi per l’assegnazione degli alloggi Erp

Residenzialità storica, FdI annuncia la battaglia in Emilia-Romagna

Fratelli d’Italia annuncia una mobilitazione contro la decisione della Regione Emilia-Romagna di eliminare la cosiddetta residenzialità storica dai criteri premiali per la formazione delle graduatorie degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. La posizione è stata illustrata nella nuova sede ferrarese del partito alla presenza dei principali esponenti locali, tra cui il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, il deputato Mauro Malaguti, il vicesindaco di Ferrara Alessandro Balboni, il consigliere regionale Fausto Gianella e il responsabile dell’edilizia pubblica di FdI e vicepresidente di Acer Giampaolo Zurma.

La contestazione alla scelta regionale

Alberto Balboni ha definito la decisione regionale sconcertante, sostenendo che sia stata presentata come un atto dovuto mentre avrebbe, secondo il partito, natura politica. Il riferimento della maggioranza regionale sarebbe una pronuncia della Corte costituzionale relativa a una delibera della Toscana. Per il sottosegretario, tuttavia, la sentenza non avrebbe dichiarato in assoluto l’illegittimità del principio della residenza storica.

La tesi di FdI è che il criterio possa restare legittimo se viene mantenuto in equilibrio con gli altri parametri utilizzati per assegnare il punteggio. La residenza prolungata, ha spiegato Balboni, non dovrebbe quindi prevalere in modo sproporzionato, ma potrebbe continuare a riconoscere il legame maturato da chi ha lavorato e contribuito al welfare del territorio, indipendentemente dalla provenienza italiana o straniera.

Secondo il partito, l’eliminazione del criterio rischierebbe invece di favorire in modo eccessivo chi arriva sul territorio con l’obiettivo di accedere ai servizi sociali. Una posizione ribadita anche da Mauro Malaguti, secondo il quale chi vive stabilmente in una comunità e contribuisce al suo sistema di welfare dovrebbe essere considerato nella definizione delle graduatorie. Il tema era stato affrontato anche dall’assessora Cristina Coletti dopo la pronuncia della Corte di Cassazione che ha preceduto il provvedimento regionale.

Raccolta firme e iniziative istituzionali

Il vicesindaco Alessandro Balboni ha anticipato l’intenzione di avviare una raccolta firme in provincia e di presentare mozioni nei consigli comunali. L’obiettivo dichiarato è portare il confronto nei diversi territori e coinvolgere le forze politiche che sostengono la maggioranza in Regione, ma che in varie realtà ferraresi siedono all’opposizione. Secondo FdI, infatti, il criterio della residenzialità storica era stato adottato anche da numerosi comuni amministrati dal centrosinistra.

Alberto Balboni ha inoltre annunciato la volontà di valutare tutte le possibili iniziative sul piano giuridico. In Assemblea legislativa regionale, ha ricordato Fausto Gianella, il partito ha già condotto un’azione di ostruzionismo, prolungando i lavori per oltre 20 ore e arrivando all’approvazione della norma alle 6 del mattino.

Gianella ha sostenuto che l’azione non fosse finalizzata alla pubblicità, ma alla contestazione di un cambiamento delle regole ritenuto penalizzante per le famiglie in cerca di un alloggio. A suo giudizio, ci sarebbero state le condizioni per individuare un compromesso capace di riconoscere il percorso di chi ha vissuto, lavorato e contribuito nei luoghi in cui risiede. FdI, ha concluso, intende proseguire la battaglia politica e giuridica contro la cancellazione del criterio.