Allarme organici

Pronto soccorso di Cona, in servizio 14 medici su 36 previsti

La Fp Cgil Ferrara denuncia carichi fino a 28 turni mensili, dimissioni rallentate nei weekend e misure straordinarie

Pronto soccorso di Cona, in servizio 14 medici su 36 previsti

Il Pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna di Cona sarebbe vicino al punto di rottura a causa della carenza di personale e di una crescente difficoltà nel sostenere i turni. A denunciarlo è la Fp Cgil Ferrara, che riferisce di aver raccolto le preoccupazioni dei medici del reparto e chiede interventi urgenti per evitare ulteriori ripercussioni sull’assistenza.

Secondo il sindacato, a fronte di una dotazione organica teorica di 36 medici, l’attività quotidiana sarebbe sostenuta da appena 14 professionisti, tra dipendenti a tempo indeterminato e specializzandi assunti attraverso il cosiddetto Decreto Calabria. Per la Fp Cgil, la carenza strutturale si traduce in turni più gravosi, difficoltà nella programmazione e possibili rischi per la qualità e la sicurezza delle cure.

Le cause della carenza

L’organizzazione sindacale precisa che il problema non dipenderebbe dalla mancanza di bandi da parte dell’azienda sanitaria, pubblicati con cadenza semestrale, ma da criticità normative, economiche e organizzative che renderebbero meno attrattivo il lavoro nella sanità pubblica. Tra gli elementi indicati c’è lo squilibrio fiscale tra il lavoro dipendente e la libera professione: i medici assunti sono soggetti alla tassazione Irpef ordinaria, mentre alcuni professionisti con partita Iva possono accedere, quando ne ricorrono i requisiti, al regime forfettario.

Secondo la denuncia, il ricorso ai professionisti esterni finirebbe per trasferire sui medici strutturati il compito di garantire la continuità del servizio. La disponibilità dei liberi professionisti può infatti variare, lasciando al personale dipendente la copertura delle necessità residue. In questo quadro, alcuni medici arriverebbero a sostenere fino a 28 turni al mese, anche attraverso prestazioni aggiuntive e con periodi di riposo ritenuti insufficienti.

La Fp Cgil segnala inoltre una differenza organizzativa rispetto ai colleghi dell’Ausl. I medici del Pronto soccorso di Cona, secondo il sindacato, non operano sui mezzi dell’emergenza territoriale del 118, con una limitazione delle opportunità di crescita professionale e di acquisizione di esperienza sul campo. La criticità si inserirebbe in un quadro di integrazione ancora incompleta tra il presidio ospedaliero e la rete territoriale, nonostante il percorso di unificazione delle aziende sanitarie ferraresi.

Pressione sui ricoveri nel fine settimana

Alla carenza di personale si aggiungerebbe la gestione dei flussi interni all’ospedale. Il sindacato denuncia una quasi totale assenza di dimissioni dai reparti durante il sabato e la domenica, con il conseguente accumulo di pazienti in attesa di ricovero. Il sovraccarico interesserebbe i letti di osservazione breve e le sale d’attesa del Pronto soccorso, costretto a gestire persone che potrebbero essere trasferite nei reparti in presenza di una maggiore continuità nelle dimissioni.

Per affrontare la situazione, la Fp Cgil chiede un piano straordinario che intervenga sia sull’organizzazione sia sulle condizioni di lavoro. Tra le proposte c’è il coinvolgimento stabile dei medici degli altri reparti del Sant’Anna nella copertura dei turni di guardia e nelle attività di supporto all’emergenza. Il sindacato sollecita inoltre una revisione dei protocolli di dimissione, affinché le uscite siano distribuite in modo equilibrato durante tutti i giorni della settimana.

L’organizzazione chiede infine interventi normativi e regionali per rendere più competitivo il lavoro dipendente nella sanità pubblica e ridurre la fuoriuscita dei professionisti. La Fp Cgil avverte che il progressivo aumento dei carichi può alimentare una spirale di ulteriore abbandono, mettendo sotto pressione la capacità del principale ospedale della provincia di garantire un’assistenza adeguata ai cittadini.