Dopo mesi di attesa, per alcune famiglie sfollate dal Grattacielo di Ferrara sono arrivate le prime proposte di assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Le convocazioni negli uffici Acer sarebbero iniziate giovedì 29 ottobre, a circa un mese dalla sentenza con cui il Tar dell’Emilia-Romagna ha dichiarato illegittimo il silenzio del Comune sulla richiesta presentata da uno dei nuclei.
Le persone interessate sarebbero state chiamate per ricevere le proposte di sistemazione, firmare la documentazione e ottenere le chiavi. Secondo le testimonianze raccolte, in alcuni casi la firma sarebbe avvenuta senza una preventiva visita degli appartamenti. Non è ancora disponibile un quadro ufficiale sul numero delle procedure concluse né sull’eventuale apertura di ulteriori procedimenti per gli altri nuclei familiari coinvolti.
Alloggi ancora da completare
A sollevare preoccupazione sono soprattutto le condizioni di alcune abitazioni. Le fotografie fornite alla redazione documentano criticità negli immobili indicati come destinati agli sfollati. In un appartamento fuori Ferrara mancherebbero gli allacciamenti alla luce e al gas, oltre alla cucina, ai letti e ad altri arredi necessari per rendere l’alloggio pienamente abitabile.
Per una famiglia di sei persone, l’acquisto di sei letti e degli altri mobili comporterebbe una spesa significativa, dopo mesi trascorsi lontano dalla propria casa. Resta da chiarire quali interventi e forniture siano previsti prima dell’ingresso e quali costi possano rimanere a carico degli assegnatari. Alle famiglie sarebbe stato indicato anche un magazzino di Asp da cui recuperare alcuni mobili, ma per il trasporto fuori città sarebbe necessario noleggiare un furgoncino.
Problemi sono stati segnalati anche in abitazioni situate nel centro cittadino. In uno degli alloggi sarebbe presente un box doccia danneggiato, da sostituire, insieme a un elemento collocato nel vano di una porta, anch’esso deteriorato. Le segnalazioni non consentono di formulare un giudizio complessivo sul patrimonio disponibile, ma evidenziano i dubbi sui tempi necessari per consegnare immobili pienamente utilizzabili.
Metrature e collegamenti
Tra le sistemazioni proposte figurerebbero un bilocale di circa 50 metri quadrati per quattro persone e un trilocale di circa 60 metri quadrati per sei componenti. Un ulteriore elemento di difficoltà riguarda la collocazione: alcune persone anziane avrebbero ricevuto proposte in centro, mentre diverse famiglie sarebbero state indirizzate verso Fossa d’Albero e Ravalle.
La distanza rischia di creare problemi soprattutto a chi non possiede un’automobile e deve raggiungere ogni giorno Bologna per lavoro, anche con turni notturni. Secondo le testimonianze, il trasporto pubblico non sempre sarebbe compatibile con gli orari lavorativi. La situazione potrebbe avere conseguenze sull’occupazione e rendere più complessi gli spostamenti di nuclei con figli o di persone con problemi di salute, che devono raggiungere scuole, strutture sanitarie e altri servizi.
La decorrenza delle assegnazioni sarebbe prevista dal primo dicembre. Per alcune famiglie l’ospitalità nelle strutture alberghiere potrebbe però proseguire fino alla fine dell’anno, mentre ad altre sarebbe stato chiesto di lasciare gli alberghi già entro novembre. Gli alloggi prevedono inoltre il pagamento di un canone e delle utenze, un cambiamento rilevante per molti sfollati, che in precedenza erano proprietari delle abitazioni al Grattacielo.
La vicenda si inserisce nel contesto della sentenza del 28 settembre, con cui il Tar ha imposto al Comune di concludere entro 45 giorni il procedimento relativo alla domanda di una famiglia. In caso di ulteriore inerzia era previsto l’intervento sostitutivo del Prefetto. La pronuncia non disponeva automaticamente l’assegnazione di un alloggio, ma obbligava l’amministrazione a esprimersi sulla richiesta. Le valutazioni e gli abbinamenti tra nuclei e abitazioni risultavano comunque già avviati.
Sulle tempistiche avevano chiesto chiarimenti anche le consigliere comunali Sara Conforti e Anna Zonari. Conforti aveva richiamato le proposte trasmesse da Asp e il confronto con Acer sulla disponibilità degli immobili. Zonari, in un question time del 2 novembre, ha chiesto al sindaco e alla giunta di chiarire gli esiti delle valutazioni dei servizi sociosanitari e il numero delle domande per le quali non sarebbe stata riconosciuta una situazione di grave emergenza abitativa.