Il silenzio del sindaco Alan Fabbri sull’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma continua a suscitare reazioni politiche a Ferrara. Al centro della vicenda c’è il sequestro della pista XBikes di via Diana, disposto nell’ambito di una maxi-inchiesta che coinvolge 26 persone, tra cui l’assessore comunale Francesco Carità e due funzionari del Servizio Sport.
Le critiche sono state rilanciate da Civica Anselmo, Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle durante una conferenza stampa convocata a palazzo municipale il 27 ottobre. Le opposizioni contestano al primo cittadino l’assenza dal Consiglio comunale, dove era atteso per riferire sulla vicenda, e chiedono chiarimenti sulle modalità con cui il bando relativo alla struttura è stato assegnato.
Le accuse delle minoranze
Fabio Anselmo ha definito inquietante il mancato intervento del sindaco, sostenendo che la questione riguardi soprattutto responsabilità politiche e non giudizi penali. Il consigliere ha ricordato che Fabbri, il giorno precedente, aveva partecipato a una trasmissione online e aveva spiegato la propria assenza dall’aula con la mancanza di volontà di intervenire. Secondo Anselmo, il sindaco avrebbe dovuto confrontarsi con consiglieri e cittadini anche alla luce delle indagini condotte dalle Procure distrettuali di Milano, Napoli e Roma, che negli ultimi anni hanno interessato la città.
L’esponente della Civica Anselmo ha inoltre richiamato i contenuti dell’inchiesta, che riguarderebbero colloqui e incontri legati alla campagna elettorale del 2024. Ha poi messo a confronto la posizione assunta dal sindaco rispetto all’indagine attuale con quella espressa in passato dopo le condanne di affiliati al clan nigeriano Vikings Arobaga, chiedendo spiegazioni sulla diversa fermezza mostrata nei due casi.
Anna Chiappini, capogruppo del Partito Democratico, ha sostenuto che Fabbri avrebbe dovuto intervenire per tutelare l’immagine dell’amministrazione e fornire chiarimenti sul coinvolgimento di un assessore e di due dipendenti comunali. Per Massimo Buriani, sempre del Pd, l’assenza in Consiglio non chiude la questione: il sindaco dovrà comunque rispondere sulle modalità con cui vengono gestite risorse, strumenti e finalità dell’amministrazione.
Le richieste di trasparenza
Buriani ha citato anche le verifiche della Guardia di Finanza sui finanziamenti destinati al Ferrara Summer Festival attraverso società partecipate. Arianna Poli ha invece accusato l’amministrazione di svilire il ruolo del Consiglio comunale, precisando che le opposizioni non considerano automaticamente provati tutti gli elementi contenuti negli atti d’indagine, ma chiedono rassicurazioni e trasparenza.
Marzia Marchi, del Movimento Cinque Stelle, ha definito il sequestro della pista XBikes non un episodio isolato, ma il possibile segnale di un sistema amministrativo fragile e permeabile. Enrico Segala, del Pd, ha collegato la vicenda al dibattito sul Nucleo Anti Maranza, sostenendo che l’assenza del sindaco renda più difficile trasmettere ai giovani un messaggio coerente sulla legalità.
Matteo Proto ha infine ricordato che, secondo quanto sostenuto dalle opposizioni, Ferrara sarebbe persona offesa dai reati contestati. Il consigliere ha chiesto all’amministrazione una presa di posizione più netta e un ruolo attivo nell’accertamento dei fatti. Le accuse restano inserite nel quadro di un’inchiesta in corso e dovranno essere verificate nelle sedi giudiziarie competenti.