Il copione, secondo l’accusa, era sempre lo stesso: contattava uomini attraverso internet, fissava un incontro per trascorrere qualche ora insieme e poi li derubava. Per questi fatti, una 21enne di nazionalità rumena è stata condannata a due anni e quattro mesi di carcere dal gup Sandra Lepore del Tribunale di Ferrara, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato.
La pronuncia, arrivata nella mattinata di lunedì 22 settembre, riguarda tre furti e un tentativo di estorsione ai danni di tre uomini ferraresi. Gli episodi risalgono al 2023 e furono denunciati ai carabinieri, che avviarono gli accertamenti poi trasmessi alla Procura.
Gli incontri organizzati online
Secondo la ricostruzione dell’accusa, la giovane utilizzava gli pseudonimi di Queen e Melissa per entrare in contatto con le vittime attraverso Telegram e Tinder. Dopo le conversazioni online, organizzava appuntamenti in luoghi diversi: in due casi gli incontri si sarebbero svolti nelle abitazioni degli uomini, mentre in un’altra circostanza all’interno di un’automobile.
Il meccanismo contestato era però simile in tutti gli episodi. Durante i momenti di intimità, la 21enne avrebbe utilizzato la tecnica dell’abbraccio per sfilare alle vittime le collane d’oro che portavano al collo. In uno dei casi avrebbe inoltre chiesto 1.000 euro per restituire quanto sottratto, senza riuscire a ottenere il denaro. Da qui l’ulteriore contestazione relativa al tentativo di estorsione.
Il precedente procedimento
La vicenda presenta elementi analoghi a un altro procedimento concluso nel febbraio scorso con una condanna a un anno e sei mesi, sempre con rito abbreviato, inflitta dal gup Giovanni Solinas. In quel caso la vittima era un 53enne ferrarese, anche lui conosciuto dalla ragazza attraverso Tinder.
Il fatto era avvenuto il 2 gennaio 2024. Dopo aver fissato un incontro in città, i due si erano appartati nell’auto dell’uomo. Secondo la Procura, mentre si scambiavano baci, carezze e abbracci, la giovane gli avrebbe sottratto una collanina d’oro senza che lui se ne accorgesse immediatamente.
La ragazza, già segnalata agli uffici per episodi simili secondo quanto riferito nell’inchiesta, avrebbe poi sostenuto falsamente di essere minorenne e minacciato l’uomo di denunciarlo per un rapporto sessuale con una minore se non le avesse consegnato 80 euro in contanti. Una denuncia ai carabinieri venne effettivamente presentata, ma fu lo stesso uomo a rivolgersi ai militari. Le informazioni raccolte portarono quindi alla trasmissione degli atti alla Procura e al successivo procedimento giudiziario.