Una relazione durata 14 anni, con sette anni di convivenza e due figli ancora minorenni, è approdata davanti al tribunale di Ferrara. La donna, 33 anni, accusa l’ex compagno, 44 anni, di averla sottoposta per lungo tempo a maltrattamenti, minacce e comportamenti di controllo. L’uomo, difeso dall’avvocato Pasquale Longobucco, deve rispondere delle contestazioni mosse dalla Procura.
I due vivevano con i figli in un paese della provincia ferrarese. Dopo la denuncia presentata dalla donna, il giudice per le indagini preliminari aveva disposto per l’imputato un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla presunta vittima, misura successivamente decaduta. La 33enne si è costituita parte civile ed è assistita dall’avvocato Denis Lovison.
Le accuse della donna
Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’uomo avrebbe manifestato una gelosia morbosa e un controllo ossessivo. La donna ha raccontato prima ai carabinieri e poi in aula di essere stata rimproverata per gli abiti indossati, in particolare per vestiti ritenuti troppo attillati o scollati. Le scenate, sempre secondo il suo racconto, sarebbero avvenute sia in casa sia in luoghi pubblici, come bar e discoteche, con strattoni e spinte.
L’ex compagno avrebbe inoltre minacciato di picchiarla, controllato il suo telefono, raggiunto ripetutamente il luogo di lavoro e installato dispositivi GPS sull’automobile e nella borsetta per seguirne gli spostamenti. La situazione sarebbe precipitata nell’agosto del 2025, quando la donna gli avrebbe comunicato di non riuscire più a sostenere quelle pressioni e di voler interrompere la relazione. L’uomo avrebbe reagito con urla e percosse, provocandole in tre occasioni lividi alle braccia, oltre a minacciarla di gravi conseguenze se avesse lasciato la casa.
Nel novembre successivo, dopo che la donna aveva iniziato a frequentare un altro uomo, sarebbero arrivati nuovi insulti. L’imputato avrebbe anche cominciato a seguirla in automobile. In un’occasione, dopo essere stata bloccata sul telefono e sui social network, si sarebbe presentato davanti alla scuola della figlia per minacciarla. Le denunce indicano un primo episodio nel 2018, quando la donna sarebbe stata insultata per essersi intrattenuta con alcuni conoscenti a casa di un’amica. Nel 2023, invece, l’uomo avrebbe avuto una reazione fisica, strattonandola per la maglietta e spingendola contro i muri della stanza.
La richiesta della Procura
Il procedimento si celebra davanti al gup Sandra Lepore del tribunale di Ferrara. La difesa ha scelto il rito abbreviato. Durante la requisitoria, il pm Stefano Longhi ha chiesto una condanna a 3 anni e 9 mesi, pena che verrebbe ridotta a due anni e mezzo per effetto del rito premiale.
La parte civile ha aderito alla richiesta dell’accusa, insistendo anche sul riconoscimento dell’aggravante dei maltrattamenti commessi alla presenza dei figli minorenni. Per sostenere la ricostruzione dei fatti, l’avvocato Lovison ha mostrato in udienza un video registrato da un’amica della donna a metà ottobre del 2025. Nelle immagini, della durata di circa venti secondi, l’uomo sarebbe ripreso mentre, durante un litigio con l’ex compagna, insulta e aggredisce il figlio di 14 anni.
Il giudice ha rinviato l’udienza al 17 novembre. Dopo la conclusione dell’arringa difensiva è attesa la decisione del tribunale.