La Regione Emilia-Romagna presenterà al Dipartimento della Protezione Civile la richiesta di accesso alle risorse del Fondo Nazionale per le Emergenze per affrontare i danni provocati dal maltempo del 15 luglio 2026. Gli enti locali potranno inoltre contare sul concorso finanziario regionale per sostenere gli interventi più urgenti di ripristino.
L’annuncio è stato dato dalla sottosegretaria regionale Manuela Rontini in risposta a un’interpellanza presentata dai consiglieri regionali del Partito Democratico e dal civico Giovanni Gordini. L’atto chiedeva alla Giunta un quadro aggiornato degli effetti del fortunale sulle infrastrutture pubbliche, sulla mobilità, sulle attività economiche e agricole, sulla sicurezza delle persone e sul patrimonio pubblico e privato.
Danni concentrati tra Ferrara e Modena
Secondo quanto riferito dai consiglieri del Pd, la provincia di Modena è tra le aree più colpite, con ripercussioni sulla viabilità, sulle infrastrutture ferroviarie e sulle attività economiche e agricole. Particolarmente critica la situazione nel Ferrarese, dove il fronte temporalesco ha portato precipitazioni intense e raffiche di vento superiori ai 100 chilometri orari. Il passaggio della perturbazione ha provocato alberi abbattuti, tetti danneggiati, strade impraticabili e problemi alla circolazione.
Le segnalazioni hanno interessato tutte le province dell’Emilia-Romagna, a conferma dell’ampiezza dell’evento. La macchina dei soccorsi ha registrato oltre 2.100 interventi dei vigili del fuoco, soprattutto per la caduta di alberi, gli allagamenti e i danni alle coperture. A questi si sono aggiunte interruzioni dell’alimentazione elettrica e della circolazione ferroviaria. Nella gestione delle criticità sono stati impegnati anche più di 200 volontari di protezione civile.
Stima dei danni e sostegno all’agricoltura
La ricognizione avviata dalla Regione insieme agli enti locali ha quantificato provvisoriamente i danni in circa 34,5 milioni di euro. Il 75% della stima complessiva si concentra nelle province di Ferrara e Modena. Al momento risultano eseguiti o avviati interventi per circa il 10% dei danni segnalati, mentre alcuni enti hanno attivato le proprie coperture assicurative per ottenere gli indennizzi.
La Regione ha inoltre dichiarato lo stato di crisi regionale, della durata di 180 giorni a decorrere dal 15 luglio 2026, per alcuni Comuni delle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì-Cesena. Per il comparto agricolo è in corso la raccolta delle segnalazioni da parte delle imprese e dei centri di assistenza agricola. Una parte dei danni a produzioni e strutture rientra nelle coperture assicurative agevolate del Piano di gestione dei rischi in agricoltura 2026 e non può quindi essere risarcita attraverso le procedure ordinarie per le calamità naturali.
Per ottenere misure straordinarie di ristoro, ha spiegato Rontini, sarebbe necessario un intervento del Parlamento in deroga al decreto legislativo 102 del 2004, accompagnato da risorse dedicate. La Regione ha inviato una lettera al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida per chiedere l’attivazione di contributi destinati alle produzioni vegetali e al ripristino delle strutture aziendali, con l’obiettivo di garantire un trattamento uniforme alle imprese agricole danneggiate.