Il Partito democratico di Ferrara interviene sui due episodi di violenza avvenuti nella stessa giornata: l’aggressione ai danni di uno studente all’interno del liceo Ariosto e la rissa davanti alla stazione ferroviaria, dove sono stati feriti due giovani. Per i dem si tratta di fatti gravi, che impongono una riflessione più ampia sulla gestione degli spazi sensibili della città.
Il Pd esprime vicinanza allo studente ferito, alla sua famiglia e alla comunità scolastica dell’Ariosto, oltre che alle persone coinvolte nell’episodio della stazione. La violenza, sostiene il partito, deve essere condannata senza ambiguità e chi commette reati deve risponderne. I dem ribadiscono inoltre la fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura.
Il confronto sui controlli nelle scuole
Nel documento viene ripreso anche il tema dei metal detector negli istituti scolastici, già affrontato dal sindaco Alan Fabbri. Secondo il Pd, l’ipotesi può essere discussa, ma senza trasformarla nell’unica risposta agli episodi. Il problema, affermano i dem, non riguarda soltanto le modalità di accesso a una scuola, ma il modo in cui vengono tutelati tutti i luoghi sensibili, compresa la stazione.
Il partito sostiene che la sicurezza non possa essere affidata soltanto a dichiarazioni successive ai fatti o a misure presentate come risolutive. Servirebbero invece una presenza quotidiana sul territorio, il presidio della Polizia locale, un coordinamento effettivo con Prefettura e forze dell’ordine, oltre a illuminazione, videosorveglianza dove necessaria, cura degli spazi pubblici e controllo degli accessi nelle aree più esposte.
La richiesta di un tavolo operativo
Per il Pd, alla prevenzione dei reati deve affiancarsi un lavoro sul disagio giovanile. La comunità scolastica, sottolineano i dem, non può essere lasciata sola: studenti, famiglie, insegnanti e personale devono poter contare su un sostegno stabile, con ascolto nelle scuole, supporto educativo e sociale e progetti di sicurezza urbana integrata.
Il partito chiede quindi al Comune di assumersi le proprie responsabilità e di convocare un tavolo operativo, non una riunione considerata soltanto formale. Al confronto dovrebbero partecipare Prefettura, forze dell’ordine, Polizia locale, istituti scolastici, Ausl, servizi sociali, associazioni educative e rappresentanze degli studenti.
La proposta si articola su due livelli: un piano per le aree sensibili, a partire dalla stazione, e uno per le zone intorno alle scuole. Tra gli interventi indicati figurano il controllo degli accessi, la presenza educativa, l’ascolto, la prevenzione della violenza e il sostegno a studenti, famiglie e lavoratori della scuola. Il Pd chiede infine indicazioni precise su interventi, risorse, tempi e verifiche, sostenendo che la sicurezza debba essere valutata sulla vita quotidiana di chi studia, lavora, utilizza la stazione e vive nei quartieri di Ferrara.