La vicenda del Grattacielo di Ferrara è arrivata all’attenzione delle istituzioni europee. Volt ha promosso un’interrogazione parlamentare alla Commissione europea, presentata dall’eurodeputata Nela Riehl, eletta in Germania, per chiedere quali strumenti possano sostenere le centinaia di persone evacuate dal complesso residenziale all’inizio del 2026, dopo un incendio che ha evidenziato criticità nella sicurezza antincendio.
A mesi dall’evacuazione, molti ex residenti continuano a vivere in una situazione di incertezza. I proprietari devono sostenere rate dei mutui e imposte su abitazioni nelle quali non possono rientrare, mentre restano aperti i problemi che ostacolano il recupero degli edifici. Tra gli elementi indicati nell’interrogazione figurano la frammentazione della proprietà, i pagamenti arretrati e la difficoltà di reperire le risorse necessarie per avviare gli interventi.
Le richieste alla Commissione europea
Il primo tema riguarda la possibilità di utilizzare finanziamenti europei per riqualificare edifici la cui proprietà è suddivisa tra numerosi soggetti. Volt chiede di sapere quali fondi e servizi di assistenza possano sostenere le attività giuridiche, tecniche e finanziarie necessarie a rendere realizzabili i progetti di recupero. Viene inoltre chiesto un chiarimento sul possibile ruolo della Banca europea per gli investimenti nel sostegno a centri nazionali di assistenza tecnica, sul modello di quello avviato in Francia nel settembre 2026.
Il secondo punto riguarda la tutela degli abitanti costretti a lasciare le proprie case durante i lavori. L’interrogazione sollecita garanzie su sistemazioni temporanee adeguate, diritto di rientro e mantenimento di costi abitativi sostenibili nel lungo periodo, nel caso in cui gli interventi di ristrutturazione rendano necessario prolungare l’assenza dagli appartamenti.
La terza questione interessa i proprietari che continuano a pagare un mutuo su immobili dichiarati inagibili. Volt chiede di verificare se la direttiva europea sul credito ipotecario, la 2014/17/UE, preveda tutele adeguate per chi non può utilizzare la propria abitazione a causa di problemi di sicurezza che riguardano l’intero edificio e sui quali il singolo proprietario non può intervenire autonomamente. L’attenzione è rivolta in particolare alla valutazione degli immobili e alle eventuali misure di tolleranza nei pagamenti.
Il caso ferrarese come precedente
Secondo Francesca Romana D’Antuono, già presidente di Volt Europa e portavoce dell’iniziativa Diritto alla casa, ora e sempre!, la situazione di Ferrara solleva interrogativi sulla sicurezza, sulla tutela della proprietà e sull’assistenza fornita agli evacuati. D’Antuono riferisce inoltre di testimonianze raccolte tra i residenti, che riguarderebbero il pagamento di tasse e mutui, le condizioni dell’assistenza e alcuni comportamenti dei servizi sociali ferraresi, descritti come ambigui e vessatori e per i quali vengono chiesti chiarimenti.
Per Volt, la vicenda evidenzia una difficoltà potenzialmente comune ad altri Paesi europei: la presenza di edifici residenziali datati, divisi tra molti proprietari, nei quali la messa in sicurezza può essere rallentata dalla complessità degli assetti proprietari, dalle difficoltà economiche degli abitanti e dall’assenza di strumenti finanziari adeguati. La riqualificazione del patrimonio abitativo, sostiene il movimento, dovrebbe procedere insieme alla tutela sociale ed economica dei residenti.
Nela Riehl ha dichiarato che l’obiettivo è verificare se le norme europee sui mutui tutelino chi si trova a pagare rate per un immobile inutilizzabile e fare della vicenda ferrarese un segnale per situazioni analoghe. In base alle procedure del Parlamento europeo, la Commissione avrà sei settimane per rispondere all’interrogazione.