Gianluca Di Feo ha vinto a Ferrara la 62esima edizione del Premio Estense con il libro Il cielo sporco. Come la guerra dei droni e dell’intelligenza artificiale cambierà il mondo, pubblicato da Guanda. Il verdetto è arrivato alla terza votazione, al termine del confronto tra la giuria popolare e quella tecnica, presieduta da Alberto Faustini.
Le due giurie si sono riunite al Circolo dei Negozianti di Palazzo Roverella per scegliere il vincitore tra i quattro finalisti selezionati da una rosa di 75 titoli. In gara c’erano anche Virman Cusenza con L’altro Garibaldi. I Diari di Caprera, Tonia Mastrobuoni con La peste. Indagine sulla destra in Germania e Nello Trocchia con Invincibili. La mafia albanese da Roma alla conquista del mondo.
Il tema della guerra automatizzata
Di Feo ha spiegato di essere sorpreso per il risultato, sottolineando il valore degli altri libri finalisti. Al centro del suo lavoro c’è l’analisi della trasformazione dei conflitti e del ruolo assunto da droni e intelligenza artificiale. Secondo l’autore, la crescente delega alle macchine delle decisioni militari e dell’uso della forza alimenta il rischio di una perdita di controllo da parte dell’uomo.
Nel commentare la vittoria, il giornalista ha richiamato anche la diffusione dei droni nei teatri di guerra contemporanei e la necessità di definire regole per governare il cambiamento tecnologico. Il libro attraversa diversi scenari internazionali, dall’Iran all’Ucraina fino a Israele, descrivendo quella che Alberto Faustini ha definito una democratizzazione dei conflitti, nella quale anche strumenti relativamente piccoli possono incidere sulle operazioni militari.
Gianluca Di Feo è Defence Correspondent di Repubblica, testata della quale è stato vicedirettore per otto anni. In precedenza ha seguito le inchieste dell’Espresso e ha lavorato come caporedattore del Corriere della Sera, occupandosi anche della guerra del Golfo e di Mani Pulite. Da 35 anni si dedica ai temi delle forze armate e dei conflitti e ha pubblicato cinque saggi su guerra, mafia e corruzione.
Gli altri riconoscimenti
La cerimonia di premiazione si è svolta alle 17.00 al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara, con la conduzione di Tiziana Ferrario. A Di Feo è stata consegnata l’Aquila d’Oro 2026, mentre la Colubrina d’Argento è stata assegnata a Monica Maggioni, vincitrice del 42esimo Riconoscimento Gianni Granzotto per uno stile nell’informazione.
Il riconoscimento a Maggioni, istituito nel 1985 in memoria di Gianni Granzotto, viene conferito a chi si distingue per correttezza, impegno e professionalità nel campo dell’informazione. Nel suo intervento, la giornalista ha sottolineato il legame tra qualità del giornalismo e stato della democrazia, richiamando l’importanza di verificare i fatti direttamente e di studiare i contesti.