Rete Pace Ferrara ha organizzato un ciclo di tre incontri dedicati ai temi del riarmo, dei conflitti armati e delle loro conseguenze. Il primo appuntamento è previsto martedì 20 ottobre alle 17 nella Sala ex Refettorio, con la partecipazione di Marco Bersani, portavoce di Attac Italia, e della giornalista freelance Linda Maggiori.
Al centro dell’incontro ci saranno il Piano di riarmo europeo e italiano e il traffico di armi. Maggiori ha realizzato inchieste sul trasferimento di armamenti dall’Italia verso il Medio Oriente, compresi i traffici che, secondo quanto indicato nella presentazione dell’iniziativa, coinvolgono il porto di Ravenna. A coordinare il confronto sarà Corrado Oddi di Rete Pace. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il gruppo consiliare de La Comune di Ferrara.
Le critiche alle politiche europee
Nel presentare l’incontro, Rete Pace prende posizione contro le recenti decisioni europee in materia di difesa. L’organizzazione sostiene che il Parlamento europeo abbia approvato il 16 settembre tre provvedimenti inseriti nel pacchetto Defence readiness omnibus, con l’obiettivo di accelerare le autorizzazioni per i progetti militari, facilitare gli investimenti nel settore della Difesa e semplificare i trasferimenti di armi tra i Paesi dell’Unione europea.
Secondo Rete Pace, tra le misure rientrerebbe anche la possibilità di finanziare collaudi di armi sperimentate in territorio ucraino. L’associazione definisce il provvedimento un colpo alla pace, all’ambiente e alla sicurezza dei lavoratori. Nel resoconto diffuso dagli organizzatori si legge inoltre che in Italia avrebbero votato a favore Partito democratico, Forza Italia e Fratelli d’Italia, mentre la Lega si sarebbe astenuta. Contrari, sempre secondo la stessa ricostruzione, Avs, Movimento 5 Stelle e Futuro nazionale; nel Pd si sarebbero opposti Cecilia Strada e Marco Tarquinio.
Gli altri appuntamenti
Rete Pace richiama anche l’approvazione da parte dell’Unione europea della richiesta italiana di fondi Safe per oltre 8 miliardi di euro. L’organizzazione considera questa scelta legata alla contrazione di ulteriori debiti destinati alla spesa militare e la collega al rispetto dell’articolo 11 della Costituzione. La valutazione espressa è che l’aumento degli investimenti bellici possa allontanare la prospettiva di pace nei Paesi già coinvolti nei conflitti e avvicinare il rischio di guerra per gli altri.
Il secondo incontro, in programma il 9 novembre, sarà dedicato all’economia di guerra, ai danni ambientali e ai percorsi di riconversione. A dicembre il ciclo si concluderà con un appuntamento sul rapporto tra guerre e migrazioni, anche attraverso testimonianze dirette. Il calendario proposto da Rete Pace Ferrara mette così in relazione le scelte sulle politiche di difesa con le ricadute ambientali, economiche e sociali dei conflitti.