Rapporto Legambiente

Ferrara settima in Italia per i servizi agli animali

L’indagine considera regole, risorse, controlli e risultati delle amministrazioni.

Ferrara settima in Italia per i servizi agli animali

Ferrara è al settimo posto nazionale nella classifica di Legambiente dedicata alle politiche per il benessere degli animali d’affezione. La graduatoria è contenuta nella quindicesima edizione del rapporto Animali in città, che valuta la capacità delle amministrazioni di offrire servizi alle famiglie, sostenere le strutture di accoglienza e prevenire le situazioni di maggiore difficoltà.

Il risultato è stato commentato da Alessandro Balboni, vicesindaco del Comune di Ferrara con delega al Benessere animale. Secondo Balboni, il piazzamento riflette il lavoro svolto dall’amministrazione nel settore, dalla gestione delle strutture che ospitano cani e gatti alla promozione delle adozioni responsabili, fino alla collaborazione con l’Azienda sanitaria del territorio.

Il rapporto e l’Indice di Convivenza Urbana

Il tema centrale dell’edizione 2025 è il cosiddetto costo dell’inazione: non investire nei servizi rivolti agli animali, sostiene Legambiente, non consente di risparmiare, ma trasferisce nel tempo le spese su altri bilanci e sulle realtà meno attrezzate a sostenerle. La ricerca mette in relazione la qualità dei servizi pubblici per gli animali d’affezione con il welfare complessivo di un territorio.

La novità metodologica è rappresentata dall’Indice di Convivenza Urbana, costruito incrociando le prestazioni dei Comuni e quelle delle Aziende sanitarie competenti. Le due componenti hanno lo stesso peso, pari al cinquanta per cento, dopo essere state riportate sulla medesima scala di valutazione. Per le amministrazioni comunali sono stati esaminati il quadro delle regole, le risorse disponibili, i risultati, l’organizzazione dei servizi e i controlli.

I dati su canili e adozioni

La rilevazione è stata realizzata attraverso due questionari online distinti, rivolti ai Comuni e alle Aziende sanitarie. La procedura, sviluppata con gli enti patrocinanti, ha permesso di rendere tracciabili e confrontabili le risposte e di valutare sia il singolo ente sia il territorio nel suo complesso.

Nel 2025, considerando i 221 Comuni che hanno partecipato alla rilevazione, i canili registrano 14.550 cani presenti, 13.854 ingressi e 6.696 adozioni. Oltre due animali ogni dieci tra quelli presenti non hanno lasciato le strutture nel corso dell’anno: si tratta di 3.243 cani che rischiano di diventare più difficili da adottare. Proiettando il dato a livello nazionale, Legambiente stima oltre 14.700 animali esposti alla stessa situazione.

Nel commentare la graduatoria, il Comune sottolinea inoltre il legame tra prevenzione del randagismo, salute pubblica e benessere sociale. La gestione tempestiva delle presenze nelle strutture, il sostegno alle adozioni e il coordinamento con i servizi sanitari sono indicati come strumenti per ridurre nel tempo le criticità e i costi legati alla mancata programmazione.