Trasporti regionali

Ferrara-Mare a pedaggio, Avs e Possibile: ipotesi irricevibile

La proposta apparsa online suscita allarme per costi, traffico deviato e consumo di suolo

Ferrara-Mare a pedaggio, Avs e Possibile: ipotesi irricevibile

La comparsa sul sito della Collini Lavori SpA di un piano per trasformare la superstrada Ferrara-Porto Garibaldi in un’autostrada a pagamento ha suscitato la reazione di Alleanza Verdi Sinistra e Possibile Ferrara. Le due forze politiche esprimono preoccupazione e chiedono chiarimenti ai soggetti coinvolti sulla natura del progetto e sulle modalità con cui il documento è stato pubblicato.

Secondo quanto riferito, il piano riportava schede progettuali con un orizzonte temporale compreso tra il 2026 e il 2033. Anas ha precisato di non aver mai commissionato né affidato alcuna concessione per la trasformazione dell’arteria. Per Avs e Possibile, tuttavia, resta da chiarire come un operatore privato abbia potuto rendere disponibili informazioni relative a un intervento di questa portata.

Contrarietà al pedaggio

La posizione delle forze politiche è netta: l’ipotesi viene definita del tutto irricevibile. In una realtà descritta come già fortemente colpita dal carovita, l’introduzione di un ulteriore costo per cittadini, famiglie, pendolari e studenti viene considerata un aggravio insostenibile. Il timore è che il pagamento possa incidere soprattutto su chi utilizza quotidianamente la strada per motivi di lavoro, studio o necessità.

Avs e Possibile evidenziano inoltre il possibile spostamento di una parte consistente del traffico sulle viabilità secondarie e gratuite, citando in particolare via Pomposa e via Comacchio. Secondo la loro valutazione, questo effetto potrebbe aumentare i disagi per i residenti e creare conseguenze negative sulla sicurezza stradale. Tra le criticità indicate figura anche il consumo di suolo legato all’eventuale ampliamento dell’attuale superstrada.

Le alternative indicate

Per le due forze politiche, le priorità della provincia di Ferrara dovrebbero essere diverse: il completamento della strada a scorrimento veloce già in parte esistente e la garanzia di una manutenzione ordinaria e straordinaria adeguata. Nel documento viene espressa contrarietà anche a progetti ritenuti impattanti, come l’autostrada Cispadana, mentre si chiede di concentrare gli investimenti su una mobilità meno dipendente dalle infrastrutture a pagamento.

Tra le prospettive indicate c’è il potenziamento del trasporto pubblico, con particolare attenzione alla rete ferroviaria. L’aggiornamento degli indirizzi del Prit, il Piano Regionale Integrato dei Trasporti, avviato dalla Regione Emilia-Romagna, viene considerato un’occasione per ridefinire le priorità e mettere al centro treni e servizi pubblici. La richiesta politica è quindi di valutare il futuro dei collegamenti ferraresi in un quadro più ampio, senza introdurre nuovi pedaggi e senza aggravare i costi a carico della popolazione.