Concessioni comunali

Ferrara, interrogazione al Viminale dopo i sigilli al kartodromo

I parlamentari sollecitano accertamenti su fondi, affidamento e presunti legami criminali

Ferrara, interrogazione al Viminale dopo i sigilli al kartodromo

Dopo il sequestro disposto dalla Dda di Roma al kartodromo di via Diana, a Ferrara, quattro senatori hanno presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. L’iniziativa è stata sottoscritta da Ilaria Cucchi, Avs, Rando, Pd, Croatti, M5S, e Lombardo, Azione, con l’obiettivo di chiedere chiarimenti sulle procedure amministrative relative alla gestione dell’impianto.

Nel documento viene domandato al Viminale se sia a conoscenza degli elementi emersi dall’inchiesta e se, attraverso la Prefettura di Ferrara, siano state avviate o programmate verifiche sull’affidamento e sulla conduzione del circuito di minimoto. Tra gli aspetti indicati dai parlamentari c’è anche il possibile rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nelle procedure riguardanti una struttura pubblica.

Le verifiche richieste

L’interrogazione richiama la procedura di concessione dell’impianto, i criteri utilizzati per la selezione dell’associazione affidataria e la documentazione presentata. I senatori chiedono inoltre di sapere quali controlli antimafia siano stati eseguiti, compresi quelli sui titolari effettivi e sui gestori di fatto, con riferimento ai rapporti tra Moira Di Giulio e Paolo Brando.

Un altro punto riguarda i lavori di ripristino del kartodromo, che sarebbero stati avviati prima dell’assegnazione formale della concessione. Il Governo è chiamato a chiarire se amministratori e funzionari del Comune fossero a conoscenza di quelle attività e quali verifiche siano state effettuate sull’iter amministrativo.

Nel documento viene chiesta anche conferma dell’erogazione di 3.400 euro di contributi comunali all’associazione concessionaria. I parlamentari vogliono sapere quali controlli abbiano riguardato la regolarità della procedura, i beneficiari e l’effettiva destinazione delle somme, alla luce degli elementi emersi nell’inchiesta.

Le reazioni politiche

Ilaria Cucchi sostiene che, dopo il sequestro di un bene comunale, la prima responsabilità degli amministratori sia spiegare ai cittadini quanto accaduto. La senatrice di Avs richiama inoltre la necessità di garantire trasparenza nelle concessioni pubbliche e di prevenire tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico, sociale e istituzionale della città.

Marco Croatti, insieme al coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Gabriele Lanzi e al coordinatore provinciale di Ferrara Paride Guidetti, definisce la vicenda particolarmente grave. Secondo i tre esponenti, l’inchiesta ipotizzerebbe legami con ambienti della ‘Ndrangheta, condizionamenti delle procedure d’asta, lavori eseguiti prima dell’assegnazione e l’erogazione di risorse pubbliche all’associazione affidataria.

Gli esponenti del M5S sottolineano tuttavia che l’accertamento delle eventuali responsabilità penali spetta alla magistratura. L’interrogazione, spiegano, mira a ottenere trasparenza politica e amministrativa e a sollecitare l’intervento dello Stato, nel rispetto dell’autonomia degli enti locali, per rafforzare i controlli sulle concessioni degli impianti sportivi pubblici e sui rapporti tra amministrazioni, associazioni e privati.