Il gruppo NobiometaNo Villanova torna a sollecitare un confronto più ampio con l’amministrazione comunale di Ferrara sull’impianto di produzione di biometano ApisFE1, attualmente in costruzione in via Ponte Assa. Al centro della contestazione ci sono il coinvolgimento dei cittadini, la gestione dei lavori e le possibili ricadute sul territorio di Villanova e delle frazioni vicine.
Secondo il gruppo, il 13 ottobre avrebbe dovuto svolgersi un incontro con gli assessori Cristina Coletti, Alessandro Balboni e Stefano Vita Finzi Zalman. La riunione era stata richiesta da mesi per discutere dell’impianto e delle problematiche locali. La disponibilità del Comune a ricevere in Municipio una delegazione di cittadini, riferisce NobiometaNo, non avrebbe però corrisposto alla richiesta di avviare un percorso condiviso con tutti i residenti delle aree interessate.
Le richieste dei cittadini
Il comitato ricorda che sono trascorsi quattro anni dall’approvazione del progetto da parte di Arpae, due dall’avvio dei lavori e uno dall’approvazione comunale delle varianti progettuali. In questo periodo, sostiene il gruppo, si sarebbero accumulate difficoltà legate ai cantieri e sarebbe cresciuta la preoccupazione per una trasformazione del territorio considerata irreversibile e non adeguatamente governata.
Tra le principali critiche viene indicata la mancanza di una comunicazione efficace, sia nella fase di presentazione del progetto sia durante l’esecuzione dei lavori. NobiometaNo lamenta inoltre l’assenza di informazioni trasparenti e di risposte alle segnalazioni sui disagi, oltre a citare alcuni dinieghi alle richieste di accesso agli atti rivolte agli uffici comunali.
Il gruppo fa riferimento anche a una richiesta di informazioni ambientali presentata il 6 settembre al Servizio Ambiente del Comune, ai sensi del decreto legislativo 195 del 2005. L’istanza riguardava in particolare la gestione del percolato e il monitoraggio ambientale dell’impianto. Secondo i cittadini, non sarebbe arrivata alcuna risposta. Per questo NobiometaNo riferisce di essersi rivolto nuovamente al Difensore civico, precisando che la verifica sulla correttezza della richiesta non può sostituire le responsabilità degli enti nel garantire controlli adeguati.
Compensazioni e futuro delle frazioni
La richiesta di confronto non riguarda soltanto l’impianto. Il gruppo vorrebbe discutere anche delle condizioni generali delle frazioni coinvolte, citando la progressiva riduzione dei servizi, le esigenze di una popolazione anziana in crescita, le difficoltà negli spostamenti e la scarsa attrattività del territorio per i giovani.
Secondo NobiometaNo, questi temi avrebbero dovuto essere affrontati insieme alle preoccupazioni ambientali, mentre la realizzazione dell’impianto sarebbe stata trattata come una scelta ormai inevitabile e le richieste dei cittadini come ostacoli da superare. Il comitato chiede quindi un incontro direttamente nelle frazioni interessate, con la partecipazione degli assessori e degli enti coinvolti.
Un capitolo specifico riguarda le misure di compensazione. Il Comune di Ferrara ha incassato 400mila euro dalla società VornBioenergy, proprietaria dell’impianto, per la realizzazione del progetto. Per il gruppo la somma non sarebbe sufficiente a ristabilire un equilibrio rispetto alle ricadute sul territorio. NobiometaNo auspica tuttavia che le risorse possano essere utilizzate attraverso un percorso partecipativo, destinandole a interventi condivisi di miglioramento e valorizzazione delle frazioni.
Il comitato attende ora che gli assessori accolgano la richiesta di un confronto nei luoghi interessati dai lavori. L’obiettivo dichiarato è discutere sia dei controlli durante la realizzazione dell’impianto e nella successiva fase di funzionamento, sia delle prospettive complessive di Villanova e delle comunità vicine.