Le difficoltà organizzative del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti di Ferrara arrivano in Consiglio comunale. A sollevare la questione è Marzia Marchi, presidente del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, che ha presentato un’interrogazione sulle sedi ancora da definire a Cento e Portomaggiore e sui problemi di accesso alla struttura di via Camilla Ravera.
Il Cpia svolge attività di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana, rivolte in particolare agli adulti stranieri, oltre a percorsi destinati a chi deve recuperare competenze scolastiche. Secondo Marchi, tuttavia, all’importanza attribuita all’integrazione linguistica non corrisponderebbero condizioni organizzative adeguate. Il Centro ha sede centrale a Ferrara e sedi associate a Codigoro, Cento e Portomaggiore, ma da anni, sostiene la consigliera, deve fare i conti con una sistemazione non stabile.
Sedi ancora da definire
A Cento, nonostante l’anno scolastico fosse già iniziato, non sarebbe stata ancora individuata una sede per le attività. Una situazione analoga, secondo quanto riferito nell’interrogazione, riguarderebbe Portomaggiore, dove i corsi erano tradizionalmente ospitati in istituti comprensivi o superiori. Tra le cause delle difficoltà vengono indicate anche questioni legate ai rimborsi tra Provincia e Comuni.
A Ferrara il nodo riguarda invece gli spazi dell’Iis G. B. Aleotti, in via Camilla Ravera 11. Una convenzione triennale, valida dal primo settembre 2026 al 31 agosto 2029 e approvata dal Consiglio comunale a luglio, disciplina l’utilizzo da parte del Cpia di una porzione dell’immobile di proprietà provinciale. L’accordo assegna al Centro 729 metri quadrati a uso esclusivo e altri 319 metri quadrati a uso promiscuo con l’Aleotti, comprendenti aula magna, corridoi, servizi e vani scala.
La gestione degli ingressi
Secondo quanto riportato nell’atto, dall’avvio delle attività didattiche, il 15 settembre, sarebbero emerse difficoltà nella gestione degli accessi. Il dirigente dell’istituto avrebbe disposto la chiusura dei cancelli sul lato nord della struttura, motivandola con esigenze di sicurezza degli studenti. La decisione, riferisce Marchi raccogliendo le segnalazioni di docenti e personale Ata, avrebbe complicato il funzionamento del Centro, caratterizzato da un flusso distribuito nell’arco della giornata e dall’apertura mattutina degli uffici di segreteria.
Per consentire l’ingresso di personale e utenti, sarebbe stato necessario destinare un collaboratore scolastico all’apertura del cancello. La chiusura impedirebbe inoltre l’accesso al parcheggio recintato situato nell’area utilizzata dal Cpia. La consigliera richiama quindi la convenzione tra Comune e Provincia, secondo cui, nelle fasce orarie di utilizzo, la sorveglianza e la custodia degli spazi condivisi spettano al Comune e allo stesso Centro.
Il Movimento 5 Stelle chiede all’amministrazione comunale se sia a conoscenza della situazione e quali iniziative intenda assumere con la Provincia, proprietaria dell’immobile, per garantire il regolare accesso alla struttura. Tra le richieste figurano la definizione stabile delle modalità di utilizzo degli spazi comuni, della gestione delle chiavi, dei sistemi di chiusura e dei turni di sorveglianza, oltre alla convocazione urgente di un tavolo tecnico con Comune, Provincia, Cpia e Iis Aleotti. Marchi propone anche di valutare l’installazione di barriere per separare le diverse aree, con l’obiettivo di evitare che le criticità organizzative compromettano il servizio scolastico.