Vertenza industriale

Coperion, i lavoratori minacciano lo sciopero a oltranza a Ferrara

Licenziamento collettivo per 77 addetti: al tavolo ministeriale si chiedono garanzie su continuità produttiva e risorse

Coperion, i lavoratori minacciano lo sciopero a oltranza a Ferrara

Le lavoratrici e i lavoratori di Coperion, azienda specializzata nella produzione di semilavorati plastici, hanno annunciato la possibilità di uno sciopero a oltranza se la proprietà non accoglierà le richieste presentate dalle rappresentanze sindacali. Sull’organico dello stabilimento grava una procedura di licenziamento collettivo che riguarda 77 persone.

Le richieste dei dipendenti

Le maestranze si sono riunite in presidio a Ferrara durante lo sciopero aziendale proclamato dai sindacati. Nel corso dell’assemblea è stato discusso e approvato un ordine del giorno destinato al tavolo istituzionale convocato per il 28 settembre presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Tra le richieste figura innanzitutto la massima trasparenza sul mandato conferito all’advisor e la condivisione delle informazioni relative al percorso individuato dalla proprietà. I dipendenti chiedono inoltre la piena tutela degli asset materiali e immateriali dello stabilimento, considerati essenziali per mantenere una prospettiva credibile di continuità produttiva.

L’ordine del giorno respinge ogni ipotesi di ridimensionamento e chiede la salvaguardia occupazionale dell’intero personale attualmente in organico, senza distinzioni legate a mansioni, livelli o reparti. I lavoratori sollecitano anche l’attivazione di ammortizzatori sociali capaci di accompagnare le maestranze nelle fasi di transizione, ristrutturazione e possibile reindustrializzazione.

La mobilitazione annunciata

Un altro punto riguarda l’esplicitazione delle risorse economiche e finanziarie destinate alla transizione. Secondo i dipendenti, i fondi dovranno essere vincolati alla tenuta sociale del territorio e comprendere le misure necessarie a ridurre l’impatto della crisi sulle famiglie coinvolte.

L’assemblea ha comunicato che, qualora la proprietà arrivasse al confronto ministeriale senza accogliere formalmente e integralmente le istanze, la risposta sarebbe immediata. Dal 29 settembre scatterebbe infatti lo sciopero ad oltranza, con il blocco totale delle attività operative, logistiche e produttive dello stabilimento.

Nel documento approvato, le maestranze attribuiscono alla dirigenza e alla proprietà la responsabilità delle eventuali conseguenze economiche e sociali della mobilitazione, nel caso in cui venisse scelta una linea di silenzio o di disimpegno rispetto al futuro dell’impianto e dei suoi dipendenti.