La vertenza Coperion resta senza una soluzione dopo il nuovo confronto convocato al tavolo di crisi della Regione Emilia-Romagna. Al termine dell’incontro, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato un nuovo pacchetto di 40 ore di sciopero, che sarà articolato nei prossimi giorni.
Il tavolo regionale faceva seguito alla riunione del 3 agosto 2026 ed è stato il primo confronto dopo la rottura delle trattative sindacali del primo settembre. Al centro della vertenza restano la richiesta di ritirare la procedura di licenziamento collettivo e la proposta di affidare a un consulente l’incarico di individuare prospettive per garantire la continuità occupazionale e industriale del sito di Ferrara.
Reindustrializzazione ancora da definire
Secondo quanto riferito da Cgil, Cisl e Uil, durante l’incontro la dirigenza avrebbe prospettato per la prima volta l’ipotesi di affidare a un advisor un mandato per la reindustrializzazione dello stabilimento. I sindacati hanno considerato questa novità un’apertura rispetto alle precedenti discussioni, ma hanno giudicato ancora fumosi e privi di concretezza i contorni dell’eventuale incarico.
Le organizzazioni chiedono di conoscere nel dettaglio il mandato dell’advisor e le attività che dovrebbe svolgere. Per questo hanno richiesto un incontro con il consulente, con l’obiettivo di approfondire le prospettive industriali e le possibili soluzioni per il futuro del sito.
Il nodo dei licenziamenti
Resta irrisolto il punto principale della vertenza: il ritiro della procedura di licenziamento collettivo. Per i sindacati si tratta della condizione necessaria per tutelare la continuità dello stabilimento e consentire l’attivazione di un ammortizzatore sociale, così da garantire all’advisor il tempo necessario per elaborare un progetto di reindustrializzazione.
L’azienda, riferiscono ancora le organizzazioni, non avrebbe modificato la propria posizione. La disponibilità prospettata riguarda una sospensione temporanea di 60 giorni nell’invio delle lettere di licenziamento, a partire dalla conclusione della fase amministrativa. Una proposta ritenuta insufficiente dai sindacati, che temono possa consentire alla società di completare le commesse in consegna e procedere in seguito con i licenziamenti. Si tratta, precisano Cgil, Cisl e Uil, di una loro valutazione sul significato dell’offerta aziendale.
Di fronte alla distanza ancora esistente tra le parti, i sindacati hanno espresso profonda insoddisfazione. L’assessore regionale Paglia ha chiesto alla società di riconsiderare le richieste avanzate e ha annunciato la convocazione di un nuovo incontro entro una settimana. Resta inoltre attesa la convocazione urgente presso il tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
La delegazione sindacale ha poi riferito l’esito del confronto alle lavoratrici e ai lavoratori riuniti in presidio sotto i palazzi della Regione. L’assemblea ha espresso preoccupazione per l’incertezza sul futuro occupazionale dello stabilimento e ha deciso di proseguire lo stato di agitazione, confermando la proclamazione del nuovo pacchetto di sciopero.