In aula

Condanna a Ferrara per violenza sessuale nel frutteto

La pena è sospesa: previsti sei mesi di sostegno psicologico e 15mila euro provvisionali alla vittima.

Condanna a Ferrara per violenza sessuale nel frutteto

Il collegio del Tribunale di Ferrara ha condannato a due anni di reclusione, con pena sospesa, un contadino di 26 anni, di nazionalità pakistana, accusato di violenza sessuale ai danni di una dottoressa ferrarese di 62 anni. La sentenza è stata pronunciata il 15 ottobre.

La sospensione della pena è subordinata alla partecipazione a un corso di recupero psicologico della durata di sei mesi, da completare entro un anno dalla sentenza con due incontri alla settimana. L’imputato dovrà inoltre versare alla donna una provvisionale di 15mila euro e sostenere le spese legali.

La ricostruzione dell’aggressione

I fatti risalgono alla mattina del 30 giugno 2024. Secondo la ricostruzione della Procura, la donna era uscita di casa per portare a passeggio i propri cani prima di andare al lavoro. Si trovava in una zona di campagna, nei pressi di un frutteto, dove due uomini di nazionalità pakistana stavano lavorando a bordo di un trattore.

L’imputato sarebbe sceso dal mezzo agricolo e avrebbe chiesto alla donna di scattare insieme un selfie da inviare alla propria famiglia. Dopo il consenso della 62enne, l’uomo l’avrebbe raggiunta iniziando a baciarla, a palpeggiarle il seno e ad abbracciarla con forza. La donna sarebbe riuscita a liberarsi divincolandosi e urlando, quindi si sarebbe allontanata senza che nessuno potesse intervenire. Il collega del 26enne, nel frattempo, si era già allontanato con il trattore e non si sarebbe accorto di quanto stava accadendo.

Le indagini della Squadra Mobile

Dopo essere rientrata a casa, scossa e impaurita, la donna si era rivolta al proprio legale, l’avvocato Gianni Ricciuti, rappresentato in aula dall’avvocato Gabriele Farinelli, e aveva deciso di denunciare l’accaduto. Non conosceva però l’identità dell’uomo.

Gli investigatori della Squadra Mobile avevano quindi ascoltato il collega che guidava il trattore. Le informazioni fornite permisero di identificare il 26enne, rintracciato dopo un breve periodo di irreperibilità. L’uomo era stato denunciato e successivamente rinviato a giudizio. Il processo si è concluso con la condanna e con l’obbligo di risarcimento provvisionale stabilito dal tribunale.