La Rete Pace Ferrara ha promosso un presidio in programma giovedì 5 novembre alle 18 in piazza Cattedrale, nel centro cittadino. L’iniziativa nasce per contestare il raduno dei Maga italiani previsto in Fiera, ma anche per esprimere contrarietà al Nucleo anti maranza, denunciare presunte infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione e celebrare la sconfitta elettorale di Donald Trump e del movimento Maga negli Stati Uniti.
Secondo gli organizzatori, la mobilitazione rappresenta una presa di posizione contro quelle che la Rete Pace definisce le politiche dell’amministrazione comunale di destra e contro i tentativi di alimentare divisioni nella comunità. Il presidio viene presentato come un’iniziativa per una Ferrara civile, con un appello a fermare la violenza, il razzismo e l’individuazione di capri espiatori sulla base dell’etnia, della religione, del colore della pelle o dell’età.
Le contestazioni degli organizzatori
Nel documento diffuso dalla Rete Pace viene criticata anche quella che i promotori definiscono la criminalizzazione dei più giovani. Nel mirino finiscono inoltre le aperture verso movimenti e ideologie ritenuti suprematisti e complottisti. Il gruppo chiede di contrastare i tentativi di dividere la popolazione e collega la difesa della convivenza civile alla tutela dei diritti fondamentali.
La mobilitazione richiama anche la Costituzione, indicandone la concreta applicazione come uno strumento per garantire solidarietà, legalità e sicurezza. Si tratta, nelle intenzioni degli organizzatori, di una manifestazione che affianca alla contestazione politica una richiesta di attuazione dei principi costituzionali, considerati essenziali per tutelare l’intera comunità.
Il riferimento al voto negli Stati Uniti
Una parte dell’iniziativa avrà infine carattere celebrativo e sarà dedicata al risultato delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. La Rete Pace intende festeggiare quella che considera la sconfitta di Trump e dei Maga, insieme alla vittoria dei Democratici alla Camera e al Senato e all’elezione delle prime governatrici nativa americana in New Mexico e afroamericana in Georgia.
Gli organizzatori interpretano il voto come possibile apertura di una nuova fase per gli Stati Uniti e, indirettamente, per il mondo. L’auspicio espresso è che possano prevalere il rispetto del diritto e dei diritti rispetto all’uso della forza. Il presidio di piazza Cattedrale riunirà quindi temi locali e riferimenti internazionali, mantenendo al centro la critica alle politiche dell’amministrazione cittadina e alle ideologie considerate divisive.