Il cinema Santo Spirito di Ferrara ospiterà lunedì 26 ottobre alle 21 l’anteprima di La Maison des Femmes – La casa delle donne, film della regista francese Mélisa Godet. Alla proiezione saranno presenti i due attori protagonisti Pierre Deladonchamps e Yves Marina Gnahoua.
La pellicola arriverà nelle sale italiane giovedì 29 ottobre. L’appuntamento ferrarese precederà dunque l’uscita nazionale e si terrà nella sala di via della Resistenza 7.
La storia del centro di Saint-Denis
Il film prende ispirazione dalla storia e dalle attività della Maison des Femmes di Saint-Denis, centro di ascolto e accoglienza realmente esistente nei pressi di Parigi. La struttura offre sostegno a donne che si trovano in situazioni di difficoltà, attraverso servizi di assistenza sanitaria e supporto psicologico e sociale.
La vicenda è raccontata attraverso una storia di finzione ambientata nella quotidianità di chi lavora nel centro. Tra le persone accolte ci sono donne alle prese con situazioni complesse, comprese quelle legate alla violenza di genere. Il personale cerca di costruire percorsi di sostegno coordinandosi con diverse figure professionali.
Le difficoltà della struttura
Al centro della storia c’è la dottoressa Diane Khoury, impegnata insieme alla propria équipe in visite mediche, incontri di gruppo e attività di supporto. Il lavoro procede in collaborazione con assistenti sociali, psicologi e forze dell’ordine, in un equilibrio continuo tra le esigenze delle donne assistite e le risorse disponibili.
Accanto a Diane lavorano lo psicologo Alexandre e il contabile Gilles, chiamato a gestire un bilancio limitato. La continuità del servizio viene messa in discussione quando alcuni ispettori governativi arrivano per verificare l’attività del centro e la sua sostenibilità finanziaria. La struttura deve così fare i conti con crescenti necessità economiche e spazi insufficienti.
La Maison des Femmes – La casa delle donne affronta quindi i temi dell’accoglienza e della solidarietà, raccontando l’impegno di un gruppo di persone che prova a offrire risposte concrete a chi vive una condizione di vulnerabilità. La storia affianca alle figure femminili anche i personaggi maschili coinvolti nella stessa missione.