È stata inaugurata a Cona, nel territorio di Ferrara, la struttura Kum, ricavata dalle ex casermette della comunità Pratolungo. Il progetto è rivolto a persone sottoposte a misure restrittive e nasce con l’obiettivo di offrire un percorso di reinserimento e una prospettiva oltre la detenzione. Il nome scelto, l’imperativo evangelico Kum, significa "alzati" e richiama l’idea di ripartenza alla base dell’iniziativa.
La struttura è stata presentata da Domenico Bedin, presidente di Viale K, l’organizzazione che ha promosso il recupero dell’area. Le ex casermette si trovano nella pianura ferrarese, immerse tra un bosco di trenta ettari e campi coltivati, ai piedi di una grande torre metallica un tempo utilizzata dall’esercito per le comunicazioni radio. Dopo anni di abbandono, gli edifici sono stati ristrutturati e trasformati in un alloggio destinato a otto persone.
Il recupero delle ex casermette
I lavori sono stati realizzati tra giugno e agosto da Giulio e Paolo, indicati come gli artefici del restauro. La struttura oggi dispone di camere, un bagno, una cucina e un salotto. L’immobile è concesso dal Comune di Ferrara e, secondo quanto spiegato da Bedin durante l’inaugurazione, non riceve finanziamenti pubblici diretti.
Il presidente di Viale K ha raccontato anche la storia di Giulio, una delle persone coinvolte nel recupero. L’uomo sta scontando una condanna a 10 anni e 8 mesi di carcere e, secondo la valutazione espressa da Bedin, sarebbe stato coinvolto dalla propria famiglia in vicende legate alla droga. Il suo progetto, ha spiegato il presidente, è restare nella struttura anche dopo la pena per continuare a sostenere chi può accedere a misure alternative alla detenzione.
Accoglienza e percorsi di autonomia
Tra le esperienze citate durante la presentazione c’è quella di Ryan, giovane ospite arrivato nella struttura per un errore nella procedura di disponibilità. Bedin ha raccontato di aver inizialmente dato l’autorizzazione per accogliere un’altra persona, ma di aver poi preso in carico Ryan. Il ragazzo, ancora ingiudicato, ha ottenuto dal magistrato il permesso di andare al lavoro, mentre non gli è stata autorizzata la partecipazione alle attività sportive.
Il lavoro viene indicato come uno degli strumenti attraverso cui costruire un percorso di autonomia. Bedin ha riferito che, dopo una giornata di impiego, Ryan gli avrebbe consegnato il denaro guadagnato. L’episodio è stato presentato come un esempio del valore della pazienza e dell’accoglienza nel rapporto con persone che stanno affrontando una fase complessa della propria vita.
La gestione della struttura è sostenuta dai contributi della cooperativa Meeting Point Ets e da quelli di alcuni detenuti che ricevono un dividendo mensile nell’ambito del progetto regionale "Territori per il reinserimento". L’inaugurazione si è svolta con l’accompagnamento dell’orchestra a plettro Gino Neri. Per i promotori, Kum vuole essere un luogo in cui le misure alternative e il lavoro possano tradursi in una concreta possibilità di ripartenza.