Processo aperto

A Consandolo si valuta l’ipotesi di tentato omicidio

Lesioni più gravi emerse in aula: la Procura potrebbe rivedere l’imputazione per la rissa del 2022.

A Consandolo si valuta l’ipotesi di tentato omicidio

A Consandolo, nel territorio di Argenta, il processo per la rissa scoppiata al campo sportivo nella notte tra il 29 e il 30 agosto 2022 potrebbe cambiare qualificazione giuridica. Durante l’ultima udienza sono emerse lesioni più gravi di quelle finora indicate negli atti e il giudice ha invitato la Procura a valutare una possibile modifica dell’imputazione, fino all’ipotesi di tentato omicidio.

La nuova ricostruzione in aula

Il procedimento riguarda una decina di cittadini di nazionalità pakistana. Tra le quattro persone offese, una sola parla italiano e ha riferito in aula di aver riportato conseguenze particolarmente serie durante la colluttazione. Dopo il passaggio al pronto soccorso di Argenta, l’uomo era stato trasferito in elisoccorso a Bologna, dove sarebbe rimasto ricoverato per circa un mese.

Secondo quanto emerso, la ferita più grave sarebbe stata una coltellata al braccio, dalla zona dell’ascella fino al gomito. L’uomo avrebbe inoltre riportato lesioni al costato, alla coscia e alla mano destra. Quest’ultima avrebbe interessato anche un tendine, provocando difficoltà nel movimento di due dita. In aula avrebbe poi indicato la persona che, secondo la sua ricostruzione, lo avrebbe colpito con il coltello.

A sostegno della nuova ricostruzione sono stati depositati i certificati medici, dai quali risulterebbe una prognosi di sette mesi, molto più lunga rispetto a quella presente negli atti sulla base dei quali era stata formulata l’originaria contestazione. La documentazione sanitaria e la testimonianza hanno spinto il giudice a chiedere al pubblico ministero di rivalutare la qualificazione dei fatti.

Possibile cambio di competenza

Al momento non risulta formalizzata alcuna nuova contestazione. La Procura potrebbe però valutare il passaggio dalla rissa aggravata alle lesioni gravi o, nell’ipotesi più severa e ancora da accertare, al tentato omicidio. Un’eventuale modifica avrebbe conseguenze anche sul piano processuale: il procedimento, oggi davanti al giudice monocratico, potrebbe diventare di competenza del tribunale in composizione collegiale.

Il caso era stato avviato dopo l’intervento dei carabinieri di Portomaggiore e la segnalazione del pronto soccorso, dove alcuni partecipanti si erano presentati per farsi medicare. Nessuno dei protagonisti aveva presentato denuncia o querela. Attualmente gli imputati sono sei.

In una fase iniziale il procedimento aveva imboccato la strada della messa alla prova, ma il percorso non si era concluso positivamente. Tra le difficoltà era emerso anche il problema linguistico: gli imputati parlano esclusivamente urdu, rendendo più complessa l’individuazione dell’ente presso il quale svolgere il programma. Il giudice predibattimentale aveva quindi revocato la possibilità di accedere alla messa alla prova e disposto la prosecuzione del giudizio. La prossima udienza è fissata per il 24 novembre.