Giustizia domestica

Goro, 21enne in carcere per maltrattamenti alla madre

Condanna definitiva: pena biennale dopo ulteriori violazioni dei divieti disposti dall’autorità giudiziaria.

Goro, 21enne in carcere per maltrattamenti alla madre

Un 21enne di Goro è stato accompagnato nella Casa circondariale di Ferrara, dove dovrà scontare una pena di due anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia. L’ordine di carcerazione è stato eseguito il 9 settembre dai Carabinieri della Stazione di Goro, in esecuzione di un provvedimento emesso dall’Ufficio Esecuzioni penali della Procura di Ferrara.

Il procedimento era nato da un’attività investigativa avviata nel giugno 2024, dopo un’ulteriore aggressione ai danni della madre convivente. Secondo la ricostruzione dei militari, durante un violento litigio la donna sarebbe stata minacciata e percossa, riportando conseguenze tali da rendere necessario il ricorso alle cure dei sanitari.

Le misure disposte dal tribunale

Gli elementi raccolti dai Carabinieri avevano portato, nel luglio dello stesso anno, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ferrara ad applicare al giovane le misure cautelari dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alle persone offese. In seguito era stato disposto anche il dispositivo elettronico di controllo, comunemente chiamato braccialetto antistalking.

Nonostante le prescrizioni, la situazione è rimasta monitorata dai militari. Nel mese di agosto, secondo quanto riferito dall’Arma, il 21enne sarebbe stato nuovamente sorpreso all’interno dell’abitazione della madre, in violazione delle misure adottate dall’autorità giudiziaria.

La condanna definitiva

Nel frattempo, la condanna per il reato di maltrattamenti in famiglia è diventata definitiva. L’autorità giudiziaria ha quindi emesso l’ordine di carcerazione per l’espiazione della pena, rendendo necessario il trasferimento del giovane nella casa circondariale di Ferrara dopo le formalità di rito.

I Carabinieri ricordano che, in presenza di episodi di violenza, maltrattamenti o condotte persecutorie, è possibile rivolgersi alle Stazioni dell’Arma presenti sul territorio oppure contattare il 112.