Quasi 150 milioni di euro tra investimenti contestati, apparecchiature non utilizzate, dosi vaccinali avanzate e crediti sanitari non riscossi. È la stima presentata da Pietro Vignali, capogruppo di Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e segretario regionale del partito, che contesta alla Giunta guidata da Michele de Pascale la gestione delle risorse disponibili per il sistema sanitario. Secondo l’esponente dell’opposizione, una parte delle criticità riguarda anche il territorio di Ferrara, dove il valore complessivo delle somme citate supererebbe i 13 milioni di euro.
Le contestazioni sui servizi e sulle apparecchiature
Il primo capitolo riguarda i Centri di assistenza e urgenza, introdotti nella riorganizzazione regionale della rete dell’emergenza-urgenza. Sulla base delle risposte ottenute dalla Regione attraverso alcune interrogazioni, Vignali indica per il periodo 2023-2025 una spesa complessiva vicina ai 76 milioni di euro, di cui circa 5,5 milioni nella provincia di Ferrara. Il consigliere sostiene che i CAU non abbiano prodotto i risultati attesi nella riduzione degli accessi complessivi alle strutture di emergenza, obiettivo per il quale erano stati presentati come uno degli elementi centrali della riforma.
Tra le voci richiamate figura anche l’acquisto di dispositivi per la teleassistenza domiciliare finanziati con fondi del PNRR. A fronte di una spesa superiore a 4,2 milioni di euro per 4.570 apparecchiature, a marzo 2026 ne risultavano utilizzate 379. Il valore dei dispositivi non ancora impiegati superava quindi i 3,8 milioni di euro. Nel Ferrarese, secondo gli stessi dati, erano stati utilizzati 19 apparecchi su 351 acquistati, con apparecchiature non ancora impiegate per circa 315mila euro.
L’Ausl di Ferrara aveva già risposto alle precedenti osservazioni, spiegando che l’attivazione del telemonitoraggio richiede personale formato, il coinvolgimento dei pazienti e l’integrazione dei dispositivi nei percorsi assistenziali. L’azienda sanitaria aveva inoltre segnalato difficoltà tecniche legate alla connettività e indicato un progressivo ampliamento del servizio.
Vaccini non utilizzati e ticket da recuperare
Un ulteriore elemento della ricostruzione riguarda la campagna antinfluenzale 2025-2026. In Emilia-Romagna sarebbero rimaste inutilizzate oltre 106mila dosi, per un valore superiore a un milione di euro. Nell’Ausl di Ferrara le dosi non somministrate sarebbero state 11.289, pari a 105.215 euro. In occasione di precedenti contestazioni sulla campagna 2024-2025, la Regione aveva precisato che le scorte aggiuntive servono a garantire la disponibilità dei vaccini in caso di maggiore adesione o di epidemie particolarmente intense.
Vignali include infine nel conteggio i ticket sanitari non riscossi. I crediti ancora da recuperare supererebbero i 68 milioni di euro a livello regionale, ai quali si aggiungerebbero circa 7,5 milioni di crediti stralciati nel triennio 2023-2025. Tra l’Ausl e l’Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara resterebbero da incassare oltre 9,6 milioni di euro.
Il consigliere di Forza Italia sostiene che le somme potrebbero essere destinate al contenimento delle liste d’attesa, al personale e al rafforzamento della medicina territoriale. La ricostruzione, tuttavia, riunisce voci di natura diversa: costi di funzionamento, investimenti non ancora utilizzati, scorte vaccinali e crediti da riscuotere. Non si tratta quindi, automaticamente, di perdite definitive per il sistema sanitario. La Giunta regionale, nel frattempo, viene sollecitata a spiegare come siano impiegate le risorse già disponibili, mentre prosegue il confronto sul finanziamento della sanità e sulla pressione fiscale regionale.