Territori fragili

Nel Basso Ferrarese una proposta per il diritto a restare

Calderoni e Cirelli chiedono incentivi fiscali e servizi per giovani, famiglie e imprese

Nel Basso Ferrarese una proposta per il diritto a restare

Una sperimentazione di cinque anni con agevolazioni fiscali per chi sceglie di vivere e lavorare nel Basso Ferrarese. È la proposta avanzata da Stefano Calderoni, presidente del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, e da Paolo Cirelli, segretario generale di Confartigianato Ferrara, nel dibattito sulle disuguaglianze territoriali riacceso dai dati dell’Osservatorio Cisl.

Secondo l’analisi citata, un abitante del Basso Ferrarese guadagna mediamente il 20% in meno rispetto a chi risiede negli altri comuni della provincia. Per Calderoni e Cirelli, il divario reddituale è però soltanto uno degli aspetti di una crisi più ampia, caratterizzata da impoverimento demografico, riduzione delle opportunità economiche e progressiva contrazione dei servizi.

Una fiscalità dedicata

L’idea è trasformare il territorio in un laboratorio per la sperimentazione di misure fiscali straordinarie, potenzialmente estendibili anche ad altre aree fragili del Paese. Il progetto prevede una riduzione della pressione fiscale per chi trasferisce la residenza, incentivi per l’acquisto e la riqualificazione delle abitazioni, agevolazioni fiscali e contributive per le attività economiche e strumenti di accesso al credito.

Particolare attenzione sarebbe riservata alle microimprese e ai servizi di prossimità. La discussione sulla prossima Legge di Bilancio viene indicata come l’occasione per sottoporre la proposta al Governo e alle forze politiche, senza distinzione di schieramento. Il ritorno dei giovani, secondo i due rappresentanti, potrebbe favorire una nuova stagione imprenditoriale e valorizzare le competenze artigiane maturate nel territorio.

L’incontro tra saperi tradizionali, nuove tecnologie e competenze delle nuove generazioni potrebbe contribuire a creare opportunità di lavoro e a garantire la trasmissione delle conoscenze. La leva fiscale, tuttavia, non viene considerata sufficiente senza un contestuale rafforzamento dei servizi pubblici, a partire da quelli sanitari, scolastici e culturali.

Servizi e presidio del territorio

Calderoni e Cirelli richiamano una responsabilità collettiva nella perdita dei presidi locali e sottolineano che i risparmi ottenuti riducendo i servizi possono produrre costi sociali più elevati, tra isolamento, perdita di opportunità e ulteriore spopolamento. Tra le necessità indicate figurano anche spazi di aggregazione, iniziative culturali e collegamenti efficienti.

Il principio richiamato è quello del diritto a restare: la permanenza dei giovani e delle famiglie non dovrebbe dipendere soltanto dal legame con il luogo d’origine, ma da condizioni concrete che consentano di costruire una vita autonoma. In questo quadro, la sicurezza viene letta in senso più ampio rispetto al solo ordine pubblico e comprende la presenza stabile della popolazione, delle attività economiche e delle reti sociali.

Il tema riguarda anche la tutela ambientale. Nel Basso Ferrarese, caratterizzato da fragilità idraulica, la manutenzione, la gestione delle acque e la cura del paesaggio richiedono un territorio abitato e presidiato. Per i promotori, agevolazioni fiscali, investimenti nei servizi e politiche di sviluppo dovrebbero quindi procedere insieme.

Per definire un progetto operativo, Calderoni e Cirelli chiedono un confronto tra Governo, Regione, amministrazioni locali e rappresentanze economiche e sociali. L’obiettivo è stabilire risorse, tempi e risultati verificabili della sperimentazione, collegando il ripopolamento delle aree interne a un riequilibrio economico, ambientale e sociale.