Circa 500 persone, tra studenti e lavoratori, hanno partecipato venerdì 30 ottobre a Ferrara alla manifestazione organizzata nell’ambito dello sciopero generale contro il carovita, la guerra e le politiche economiche del Governo. Il presidio si è aperto in piazza Cattedrale, dove il selciato è stato ricoperto da centinaia di fogli bianchi con messaggi dedicati al futuro, alla scuola e alle difficoltà quotidiane.
Tra le frasi scritte dai manifestanti comparivano slogan come Senza scuola non c’è futuro, I giovani hanno paura del futuro ed è colpa vostra e Non mangiamo mica munizioni, sfamate il nostro futuro. In un momento della protesta alcuni partecipanti hanno iniziato a camminare sui fogli. Il gesto, apparentemente contraddittorio, è stato spiegato dagli stessi ragazzi come una risposta all’invito a non occupare il suolo pubblico con i cartelli: la piazza è di tutti, hanno ribadito. Altri fogli sono stati appallottolati e utilizzati per inscenare una partita di bocce improvvisata.
Le ragioni dello sciopero
Alla mobilitazione hanno aderito diverse realtà cittadine, tra cui Fgc Ferrara, Usb, Transfem, Out! e Link Studenti Indipendenti, insieme ai collettivi studenteschi. Un rappresentante di Fgc ha spiegato che la manifestazione intendeva portare in piazza le vertenze presenti da settimane in molte città italiane: il contrasto all’aumento del costo della vita, all’economia di guerra e a quelle che i partecipanti definiscono politiche antipopolari.
Nel corso degli interventi, gli organizzatori hanno criticato l’atteggiamento del Governo verso le proteste studentesche e dei lavoratori. Secondo i manifestanti, le istituzioni non starebbero rispondendo alle richieste della popolazione e tenderebbero a concentrarsi sugli episodi di tensione, invece di affrontare le cause del disagio. Tra gli slogan è comparso anche un riferimento alla frase Bismillah c’est le tenebre, diventata virale nelle proteste studentesche francesi.
Una rappresentante di Transfem ha collegato il carovita a situazioni concrete: persone costrette a rinunciare alle cure, studenti che non riescono a sostenere l’affitto e lavoratori che, pur avendo un’occupazione, faticano ad arrivare alla fine del mese. Nel mirino anche la scelta forzata tra il pagamento delle bollette e l’acquisto di beni essenziali. La protesta, ha aggiunto, nasce dalla contrarietà a un sistema che scaricherebbe il peso della crisi su chi già ne subisce gli effetti.
Il corteo in centro
Dopo gli interventi, il corteo è partito da piazza Cattedrale e ha attraversato viale Cavour tra cori e cartelli. I partecipanti hanno richiamato il tema dell’aumento dei prezzi, con messaggi ironici sulla difficoltà di sostenere le spese quotidiane, e hanno ribadito il rifiuto della guerra e della riduzione delle politiche di welfare.
Una rappresentante di Link Studenti Indipendenti Ferrara ha invitato studenti, lavoratori e cittadini a non considerare intoccabili i privilegi acquisiti, in un contesto segnato da conflitti, rincari del gas e dell’energia e tagli ai servizi sociali. Al termine, il corteo è rientrato in piazza Cattedrale. I fogli utilizzati durante la protesta sono stati raccolti, mentre le note di Bella ciao hanno accompagnato i canti e i balli dei giovani. La manifestazione si è conclusa senza ulteriori episodi di tensione.