Il collegio del Tribunale di Ferrara ha condannato in primo grado una coppia accusata di sfruttamento della prostituzione. L’uomo, 51 anni, dovrà scontare 6 anni e 3 mesi di reclusione e pagare una multa di 3.200 euro; la donna, 50 anni, è stata condannata a 4 anni e 10 mesi, con una multa di 1.600 euro. Entrambi sono di nazionalità albanese.
I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2019 e il 2020 e sarebbero avvenuti nella zona tra via Bologna e via Wagner, nei pressi del centro commerciale Ipercoop Il Castello. Secondo la ricostruzione dell’accusa, la coppia avrebbe imposto ad alcune prostitute il pagamento di 150 euro a settimana per poter lavorare in determinati tratti di strada.
L’accusa e l’assoluzione
Nel procedimento era imputata anche una donna di 54 anni, connazionale dei due condannati. Il collegio l’ha però assolta per non aver commesso il fatto. La ricostruzione iniziale era stata affidata alla pm Barbara Cavallo della Procura di Ferrara, nell’ambito di un’inchiesta che aveva portato alla luce una struttura descritta come piramidale, con più persone coinvolte nel controllo delle attività sulla strada.
Stando agli elementi esaminati durante il processo, il denaro sarebbe stato richiesto a donne che, a loro volta, erano sottoposte al controllo dei propri protettori. La richiesta del pagamento avrebbe rappresentato una sorta di pizzo per poter esercitare l’attività in specifiche aree del territorio ferrarese. Il meccanismo si sarebbe interrotto dopo l’intervento dei carabinieri, che avevano sgominato l’organizzazione.
Le dichiarazioni in aula
Una delle donne ascoltate in aula, ex fidanzata dell’uomo condannato, ha riferito di essere stata sottoposta a violenze fisiche e di aver subito il furto dei documenti e della borsa. Ha inoltre raccontato che, in una circostanza, le percosse ricevute durante la gravidanza le avrebbero provocato la perdita del bambino. La donna ha detto anche di essere stata inseguita e fermata quando tentava di allontanarsi.
Il 51enne ha respinto le accuse e ha fornito una versione opposta dei fatti, negando di aver picchiato l’ex compagna e sostenendo di essere stato utilizzato da lei. Nel corso della sua deposizione ha dichiarato di essersi considerato una sorta di benefattore e di essere stato accusato per ritorsione dopo aver smesso di assecondarne le richieste.
In origine, davanti al tribunale, erano comparsi anche altri quattro imputati. Le loro posizioni erano state definite prima del dibattimento attraverso riti alternativi, con relative condanne. La decisione emessa dal collegio riguarda quindi i tre imputati arrivati al processo ordinario, con due condanne e un’assoluzione.