È partita il 12 ottobre la campagna di vaccinazione contro il Covid e l’influenza stagionale. L’obiettivo è aumentare la copertura tra le persone considerate più esposte alle complicanze, a prescindere dall’età, per condizioni patologiche, fisiologiche, come la gravidanza, o per motivi professionali. La raccomandazione riguarda inoltre gli ultrasessantenni.
Tra i destinatari della vaccinazione gratuita sono stati confermati anche i bambini sani dai 6 mesi ai 6 anni. L’iniziativa punta a migliorare l’adesione nella popolazione, nel personale sanitario e tra i minori che presentano patologie capaci di aumentare il rischio di conseguenze severe dopo l’infezione.
Il valore della protezione
A spiegare l’importanza delle vaccinazioni è Massimo Crapis, direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive dell’ospedale Sant’Anna di Ferrara. Secondo il medico, ogni anno l’influenza è associata fino a 650mila decessi per cause respiratorie dirette, mentre per il Covid si arriva fino a 700mila. Nel testo viene inoltre sottolineato che i decessi riguardano prevalentemente persone non vaccinate.
Il beneficio maggiore riguarda le categorie a rischio, per le quali la vaccinazione può ridurre non solo la mortalità, ma anche i ricoveri, lo scompenso di patologie croniche già presenti e le sovrainfezioni batteriche. Anche la popolazione generale, tuttavia, può contribuire a contenere la diffusione dei virus: la vaccinazione, spiega Crapis, può limitare la contagiosità sia nella carica virale sia nella durata.
Le complicanze da prevenire
Tra le conseguenze che possono essere evitate o ridotte rientrano lo scompenso di patologie cardiache e polmonari, le sovrainfezioni e la riattivazione di malattie immuno-reumatologiche. L’influenza può inoltre provocare forme che interessano il sistema nervoso centrale, come le encefaliti, oppure complicanze indirette quali la sindrome di Guillain-Barré.
Il Covid, prosegue il direttore dell’Unità operativa, può determinare un’attivazione del sistema immunitario con conseguenze gravi di tipo disimmune o autoimmune, tra cui le miocarditi. Una recente analisi citata nell’intervista avrebbe evidenziato che queste complicanze risultano associate soprattutto all’infezione da Sars-CoV-2, più che alla vaccinazione, mentre la protezione anti-Covid avrebbe ridotto il rischio.
Un capitolo specifico riguarda gli operatori sanitari, maggiormente esposti per il numero di pazienti con cui entrano in contatto. La vaccinazione serve a proteggerli direttamente, ma anche a diminuire la possibilità che possano trasmettere l’infezione alle persone assistite, in particolare ai pazienti fragili. In questa prospettiva, l’immunizzazione del personale rappresenta una misura di tutela sia individuale sia collettiva.