Udienza preliminare

A Bondeno processo per una coltivazione di marijuana

La difesa contesta il metodo usato nei campioni analizzati dai militari.

A Bondeno processo per una coltivazione di marijuana

È a processo con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio un 43enne ferrarese residente a Bondeno. Al centro del procedimento c’è una coltivazione artigianale di marijuana scoperta dai carabinieri all’interno del garage dell’abitazione dell’imputato.

L’intervento dei carabinieri

I fatti risalgono al 1° ottobre 2025, quando i militari del 112, impegnati in un ordinario servizio di perlustrazione del territorio, avrebbero percepito un forte odore riconducibile alla marijuana provenire da una casa. Gli operatori si sarebbero quindi fermati a distanza per osservare i movimenti nel cortile dell’abitazione.

L’odore e quanto notato durante l’osservazione avrebbero accresciuto i sospetti, portando alla decisione di procedere con una perquisizione. Nel garage sarebbero state trovate sei piante di marijuana in piena infiorescenza, ormai prossime alla raccolta e all’essiccazione. La più grande, secondo quanto emerso, avrebbe raggiunto un’altezza di circa due metri.

Le piante sono state sequestrate per gli accertamenti successivi. Nei confronti dell’uomo era quindi scattato l’arresto con l’ipotesi di detenzione della sostanza ai fini di spaccio. Dopo le formalità di rito, come disposto dalla Procura di Ferrara, il 43enne era stato rimesso in libertà.

La contestazione della difesa

La vicenda è approdata davanti al giudice per l’udienza preliminare dopo la richiesta di rinvio a giudizio. Nel corso dell’udienza di martedì 27 ottobre, la difesa dell’imputato, rappresentata dagli avvocati Francesco Mantovani e Gian Luigi Pieraccini, ha depositato una consulenza tecnica di parte.

La consulenza, firmata dalla tossicologa Francesca Righini, contesta il metodo di campionamento utilizzato dal Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Nucleo investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Bologna. Secondo la tesi difensiva, le modalità adottate per i campioni sarebbero errate. Il procedimento tornerà in aula il 24 novembre.