Rapporto ambientale

Più verde, ma l’aria frena Ferrara nella classifica italiana

Alberi, differenziata e piste ciclabili spingono il capoluogo, mentre il biossido di azoto fa perdere posizioni.

Più verde, ma l’aria frena Ferrara nella classifica italiana

Ferrara migliora per alberi, raccolta differenziata, mobilità ciclabile e trasporto pubblico, ma arretra nella graduatoria complessiva dell’indagine Ecosistema urbano 2026 di Legambiente. Il capoluogo estense passa dal 17° posto del 2025 al 24° dell’edizione pubblicata il 26 ottobre. Il peggioramento è legato soprattutto all’aumento dei livelli di biossido di azoto, un dato che incide in modo significativo sulla valutazione della qualità dell’aria.

La crescita del verde e della raccolta

Secondo i dati citati dal vicesindaco Alessandro Balboni, per il terzo anno consecutivo è aumentato il numero di alberi messi a dimora. Ferrara sale così al 12° posto in Italia, rispetto al 18° raggiunto appena un anno prima. La città si colloca inoltre al quinto posto nazionale per metri quadrati di verde pro capite, un indicatore che l’amministrazione collega alla strategia per rafforzare la presenza di aree verdi urbane.

Tra gli altri risultati positivi viene indicata la riduzione delle particelle fini PM2,5, considerate tra le polveri più pericolose per la salute, insieme alla diminuzione della produzione di rifiuti. La quantità è scesa di 20 chilogrammi per abitante rispetto alle precedenti rilevazioni. Ferrara mantiene inoltre il primo posto in Italia per raccolta differenziata, con l’88,8% dei materiali conferiti secondo modalità che ne consentono il recupero e il riutilizzo.

Il nodo del biossido di azoto

Il quadro comprende anche l’aumento degli utenti del trasporto pubblico locale, il sesto posto nazionale per estensione delle zone a traffico limitato e il decimo per la presenza di piste ciclabili. L’amministrazione segnala che la rete dovrebbe ampliarsi di altri 6 chilometri grazie ai progetti già avviati e ai fondi del progetto Prima.

Il principale elemento negativo riguarda però il biossido di azoto, passato da 15,5 a 17,5. L’incremento ha fatto perdere 17 posizioni a Ferrara nell’indicatore specifico, fino al 39° posto. Il vicesindaco riconduce il fenomeno a una dinamica che interessa l’Emilia-Romagna e più in generale la pianura Padana. Nel confronto citato, anche Mantova, prima nella graduatoria complessiva dell’edizione 2026, risulta in una posizione peggiore di Ferrara per questo parametro, al 63° posto; Reggio Emilia è al 72° e Modena all’87°.

Balboni definisce la qualità dell’aria una questione complessa, condizionata anche da fattori che superano i confini comunali. Tra le azioni indicate dall’amministrazione figurano i trattamenti enzimatici sulle strade, pensati per trattenere gli inquinanti al suolo e già illustrati durante una commissione consiliare dedicata al tema. I dati del rapporto restituiscono quindi un quadro con indicatori ambientali in miglioramento, ma con una criticità sull’inquinamento atmosferico che continua a pesare sul risultato finale.