Nuova fumata nera per la scelta dell’amministratore del Grattacielo di Ferrara. L’assemblea condominiale riunita giovedì 22 ottobre ha votato i tre candidati alla gestione del complesso, ma nessuno ha raggiunto la maggioranza necessaria, fissata in 500 millesimi. Il candidato più votato si è fermato a circa 360 millesimi, mentre un’altra candidata avrebbe ottenuto tra 180 e 200 millesimi.
La mancata nomina arriva dopo le dimissioni di Francesco Donazzi e riapre la possibilità di un nuovo ricorso al Tribunale di Ferrara per chiedere la designazione giudiziale di un professionista. L’assemblea, secondo quanto riferito da una delle persone presenti, si è svolta in un clima più disteso rispetto alla riunione precedente, che si era conclusa senza riuscire a completare i lavori.
Possibile nuovo ricorso al tribunale
Lo scorso 29 settembre il Tribunale aveva dichiarato inammissibile il ricorso presentato da alcuni proprietari per ottenere la nomina giudiziale. In quel caso, l’assemblea del 30 luglio si era limitata a rinviare la decisione senza sottoporre candidature al voto. Per il giudice, quindi, non era ancora dimostrata l’impossibilità del condominio di procedere autonomamente.
Lo scenario potrebbe ora essere diverso, perché i candidati sono stati effettivamente votati senza che nessuno raggiungesse la soglia richiesta. Il condominio dovrà valutare se presentare una nuova istanza e il Tribunale potrebbe scegliere un professionista tra quelli proposti oppure individuare una figura diversa. Nel frattempo restano aperte numerose questioni, tra cui il rinnovo della polizza assicurativa del complesso, che secondo quanto emerso durante l’assemblea risulta scaduta.
L’appello alle istituzioni
I proprietari hanno inoltre deciso di rivolgersi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Una lettera, sottoscritta da numerosi condomini, sarà inviata nei prossimi giorni, probabilmente tramite posta elettronica certificata, per chiedere un intervento coordinato sulla situazione delle tre torri.
Il complesso è ancora inagibile dopo l’incendio dell’11 gennaio e i successivi sgomberi. Centinaia di persone hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni senza avere ancora indicazioni certe sui tempi e sulle condizioni di un possibile rientro. I firmatari riconoscono la necessità di eseguire gli interventi di sicurezza e le responsabilità economiche a carico del condominio, ma sottolineano il peso sostenuto dalle famiglie, costrette a pagare immobili inutilizzabili insieme ad affitti, mutui e altre sistemazioni.
La richiesta non è di consentire il ritorno negli appartamenti senza garanzie né di trasferire automaticamente allo Stato gli obblighi dei proprietari. L’obiettivo è ottenere un coordinamento tra Governo, Regione Emilia-Romagna, Prefettura, Comune di Ferrara, tecnici competenti e rappresentanti dei condomini. Nella lettera viene proposta l’istituzione di un tavolo permanente che possa definire gli interventi necessari, le risorse disponibili e, dove possibile, un cronoprogramma per il ripristino dell’agibilità.
I proprietari ricordano anche che il Comune di Ferrara possiede otto unità immobiliari all’interno del complesso, per una quota di circa 50 millesimi. A oltre nove mesi dall’incendio, il timore espresso è che una situazione nata come emergenza si trasformi in una condizione permanente. La richiesta conclusiva è quindi quella di individuare una prospettiva concreta per il rientro, in condizioni di sicurezza, delle persone sgomberate.