Dati economici

Imprese giovanili, Ferrara cresce dell’1,7% in un anno

Il territorio supera la media regionale e si distingue dal calo italiano

Imprese giovanili, Ferrara cresce dell’1,7% in un anno

Le imprese giovanili di Ferrara aumentano dell’1,7% in un anno, in controtendenza rispetto alla diminuzione registrata a livello nazionale. Al 30 giugno 2026 sono 2.243 le attività guidate da under 35, pari al 7,3% del totale delle imprese ferraresi. La crescita provinciale è superiore a quella dell’Emilia-Romagna, che si attesta al più 1,3%, mentre in Italia il dato è negativo per l’1,3%.

I numeri sono stati elaborati dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara Ravenna sulla base dei dati Infocamere-Movimprese. Nel confronto con il 30 giugno 2025, l’incremento riguarda diversi comparti: logistica, industria, servizi alle imprese, turismo, attività finanziarie e assicurative, commercio e costruzioni.

La struttura delle attività

La forma giuridica più diffusa è quella delle imprese individuali, che rappresentano l’80,5% del totale. Seguono le società di capitale, al 14,7%, e le società di persone, al 3,9%. Nell’ultimo anno sono cresciute tutte le principali tipologie: le società di capitale del 2,5%, quelle di persone del 2,3% e le imprese individuali dell’1,3%. In aumento anche le cooperative giovanili, con un più 12,5%, sebbene rappresentino appena lo 0,4% del complesso.

Tra i settori prevalgono il commercio, con il 16,5%, le costruzioni e i servizi alle imprese, entrambi al 14,5%, seguiti dalla pesca al 13,6%. Incidono inoltre i servizi alle persone, al 9,9%, alloggio e ristorazione, all’8,7%, agricoltura, credito e assicurazioni, attività professionali, industria, servizi amministrativi e trasporti.

Le aspettative dei giovani

La Camera di commercio ha affiancato ai dati sulle attività economiche un’indagine sulle aspirazioni dei giovani ferraresi. Per il 68% degli intervistati l’istruzione è un valore molto importante, secondo solo alla famiglia. Il 58% sceglie il percorso di studi sulla base dell’interesse personale, mentre il 42% considera soprattutto le prospettive di carriera e il 38% la possibilità di ottenere un impiego ben remunerato.

La ricerca evidenzia anche il bisogno di stabilità in un contesto percepito come complesso. Il 31% dei ragazzi immagina per sé un lavoro dipendente, ma il 52% si vede imprenditore o libero professionista. Flessibilità, tempo libero e lavoro agile sono considerati importanti per conciliare vita privata e occupazione, anche se non mancano criticità organizzative e relazionali.

Resta una quota di incertezza sulle prospettive professionali: il 21% non sa ancora in quale settore vorrebbe lavorare. Questo dato, tuttavia, convive con una significativa disponibilità a fare esperienza: il 78% dei giovani ha già svolto almeno un’attività lavorativa, anche saltuaria.