Il mal di schiena rappresenta una delle principali cause di disabilità, ma nella maggior parte dei casi non è legato a una patologia grave e non richiede un intervento. In occasione della Giornata mondiale della colonna vertebrale, le aziende sanitarie ferraresi richiamano l’attenzione sull’importanza della prevenzione, della diagnosi corretta e di percorsi terapeutici costruiti sulle condizioni della singola persona.
Nel territorio di Ferrara, la gestione delle patologie vertebrali coinvolge Neurochirurgia, Ortopedia e Traumatologia, Neuroradiologia, Medicina del Dolore e Riabilitazione. Nel 2025 la Neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, diretta da Michele Cavallo, insieme al programma di Neurochirurgia mininvasiva guidato da Pasquale De Bonis, ha eseguito 282 interventi di chirurgia vertebrale e spinale. Le operazioni hanno riguardato, tra gli altri, ernie discali, instabilità cervicali e lombari, traumi e tumori del midollo o delle meningi spinali.
Quando l’intervento è indicato
L’attività neurochirurgica punta su tecniche mininvasive, monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio e percorsi di cura personalizzati. L’indicazione chirurgica, spiegano gli specialisti, deriva da un inquadramento clinico e radiologico preciso. Le condizioni che possono rendere necessario il ricorso all’intervento comprendono compressioni nervose o midollari, instabilità vertebrali e patologie oncologiche, mentre il dolore isolato non costituisce automaticamente una motivazione sufficiente.
L’Unità di Ortopedia e Traumatologia dell’Arcispedale Sant’Anna, diretta da Leo Massari, esegue circa 120-130 interventi l’anno per patologie degenerative, traumi, deformità, fratture da fragilità e condizioni tumorali o infettive. Tra le procedure figurano vertebroplastica, cifoplastica, decompressioni e stabilizzazioni con viti e barre. Negli ultimi due anni è stata introdotta anche la realtà aumentata, utilizzata per supportare il posizionamento delle viti e aumentare la precisione di alcune procedure.
Un percorso specifico è dedicato alle fratture vertebrali legate all’osteoporosi, con valutazioni specialistiche e indicazioni terapeutiche rivolte anche ai casi più severi. L’attività comprende inoltre la diagnosi e il trattamento delle patologie delle articolazioni sacroiliache e gli ambulatori di Ortopedia pediatrica per scoliosi e cifosi durante la crescita.
Diagnosi, dolore e riabilitazione
La Neuroradiologia diagnostica e interventistica dell’ospedale di Cona integra risonanza magnetica, tomografia computerizzata e radiografia per individuare l’origine dei disturbi e selezionare i pazienti candidabili a trattamenti percutanei. Le procedure comprendono biopsie ossee, infiltrazioni, vertebroplastiche e cifoplastiche. Particolare attenzione viene riservata agli anziani con fratture osteoporotiche, per i quali è necessario affrontare anche la fragilità dell’osso e prevenire nuovi eventi.
Circa il 70 per cento degli accessi alla Medicina del Dolore riguarda disturbi della colonna. Il servizio valuta lombalgia, cervicalgia e dolore irradiato agli arti, combinando farmaci, fisioterapia, educazione all’uso corretto della schiena e infiltrazioni guidate da ecografia o fluoroscopia. Nei casi selezionati sono disponibili procedure di neuromodulazione e attività in Day Surgery per le forme di dolore complesso.
La riabilitazione ospedaliera e territoriale completa il percorso, soprattutto quando sono presenti deficit neurologici o limitazioni dell’autonomia. I programmi possono svolgersi in degenza, Day Hospital o ambulatorio e vengono definiti da équipe interprofessionali. L’obiettivo è recuperare movimento e capacità funzionali, ridurre il rischio di ricadute e aiutare la persona a gestire la patologia anche attraverso esercizio fisico, postura ed ergonomia.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nel 2020 la lombalgia interessava 619 milioni di persone nel mondo. Circa il 90 per cento dei casi è aspecifico e i segni di degenerazione dei dischi possono essere presenti anche in persone senza sintomi. Età, sedentarietà, ridotta forza muscolare, movimentazione scorretta dei carichi e osteoporosi sono tra i principali fattori di rischio. Per questo, nel Ferrarese, gli specialisti sottolineano la necessità di evitare l’autodiagnosi e di rivolgersi ai servizi sanitari quando il disturbo persiste o limita le attività quotidiane.