Diritti umani

Fiorentini: il diritto vale anche per i potenti

Il consigliere comunale di Ferrara critica le misure statunitensi e invoca collaborazione con i magistrati dell’Aia.

Fiorentini: il diritto vale anche per i potenti

Nel suo intervento, Leonardo Fiorentini, consigliere comunale di Ferrara con la Civica Anselmo, richiama il valore della giustizia internazionale e difende l’indipendenza della Corte penale internazionale. Il punto centrale della riflessione è che la pace, per essere duratura, non può prescindere dall’accertamento delle responsabilità e dal rispetto delle regole comuni.

Fiorentini interpreta il Nobel per la pace assegnato a Navi Pillay come un riconoscimento all’idea che nessun potere possa sottrarsi al diritto. Nel testo, l’autore collega questo principio agli attacchi dell’amministrazione Trump contro la Corte e alle sanzioni statunitensi adottate nei suoi confronti, oltre che al rifiuto del mandato d’arresto emesso contro il premier israeliano. Secondo il consigliere, queste vicende esprimerebbero la pretesa di sottrarre i leader politici e i loro alleati al giudizio.

Il richiamo ai procedimenti internazionali

Il commento cita anche il caso dell’ex presidente filippino Rodrigo Duterte, rinviato a giudizio davanti alla Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità collegati alla sua guerra alla droga. Il riferimento viene accostato agli attacchi condotti dall’amministrazione Trump contro imbarcazioni di presunti narcotrafficanti nei Caraibi, azioni che, secondo quanto riportato nel testo, sono state denunciate dall’Alto commissario delle Nazioni Unite come uccisioni extragiudiziali.

La tesi sostenuta da Fiorentini è che il sospetto non possa trasformarsi in una condanna a morte senza processo. Neppure le convenzioni internazionali sulle droghe, osserva il consigliere, autorizzerebbero uccisioni al di fuori della legge. Il rispetto delle garanzie giudiziarie viene quindi indicato come un principio valido anche nelle operazioni contro il narcotraffico e nei contesti di emergenza.

Il ruolo dell’Italia e dell’Europa

Nel testo viene ricordata anche la responsabilità dell’Italia nella nascita della Corte penale internazionale. Il Paese ospitò infatti la conferenza che il 17 luglio 1998 adottò lo Statuto di Roma. Fiorentini attribuisce un ruolo importante a Emma Bonino, già commissaria europea per gli affari umanitari, ricordata anche in consiglio comunale.

Per il consigliere, onorare quella storia significa contrastare le sanzioni contro la Corte, tutelare chi amministra la giustizia internazionale e collaborare con i suoi organi. Tra gli esempi richiamati figura la mancata esecuzione, da parte del governo Meloni, di un mandato relativo al caso Al-Masri. La conclusione dell’intervento è rivolta a Italia ed Europa: il diritto dovrebbe essere difeso anche quando le violazioni provengono da Paesi alleati.