Cerimonia accademica

Stone riceve a Ferrara la laurea honoris causa di Unife

Il cineasta ripercorre errori, Vietnam e rifiuti, attaccando la retorica bellica statunitense.

Stone riceve a Ferrara la laurea honoris causa di Unife

Oliver Stone, regista due volte premio Oscar, ha ricevuto la laurea honoris causa in Formazione, Comunicazione e Cittadinanza Digitale dall’Università degli Studi di Ferrara. Il conferimento si è svolto nell’aula magna del dipartimento di Giurisprudenza, al termine di una cerimonia dedicata al rapporto tra cinema, formazione e consapevolezza critica.

L’incontro si è aperto con gli interventi della rettrice Laura Ramaciotti e del vicesindaco Alessandro Balboni. La rettrice ha richiamato la tradizione cinematografica di Ferrara e del suo territorio, ricordando figure come Michelangelo Antonioni, Florestano Vancini, Carlo Rambaldi e Luchino Visconti. L’ateneo aveva già conferito il riconoscimento ad Antonioni e Vancini, inserendo la scelta di Stone nella stessa vocazione culturale della città.

Balboni ha sottolineato il ruolo della cultura come elemento identitario di Ferrara e ha definito il conferimento un messaggio rivolto alle giovani generazioni. La laudatio è stata affidata ad Alberto Boschi, professore di Storia del Cinema, mentre la motivazione è stata letta da Marco Bresadola, direttore del dipartimento di Studi Umanistici.

La lezione dell’errore

Tra le ragioni del riconoscimento figurano la qualità e l’originalità della ricerca artistica di Stone, l’attenzione all’universo dei mass media e alle sue trasformazioni, oltre al contributo offerto alla comprensione della comunicazione politica. Nella motivazione si evidenzia anche il valore educativo delle sue opere, considerate capaci di promuovere una coscienza critica nell’era digitale.

Dopo aver ricevuto la pergamena, il regista si è rivolto agli studenti raccontando il proprio percorso. Stone ha ricordato di aver lasciato il college nel 1965, dopo un primo anno segnato dalla frustrazione e dalla sensazione di non essere ancora pronto per proseguire gli studi. Partì quindi per l’Asia, dove insegnò per due semestri in una scuola superiore di Cholon, nei pressi di Saigon, in Vietnam.

In seguito si arruolò nella marina statunitense, lavorando nella sala macchine e confrontandosi con uomini più anziani, molti dei quali avevano trascorso gran parte della vita in mare. Tornato negli Stati Uniti, cercò di affermarsi come scrittore, ispirandosi a Francis Scott Fitzgerald ed Ernest Hemingway, ma anche il tentativo di riprendere gli studi si interruppe.

La condanna della guerra

Stone tornò poi in Vietnam per conoscere direttamente la guerra e chiese di essere assegnato alla prima linea della fanteria. Secondo il suo racconto, quell’esperienza gli offrì una lezione sulla gravità delle scelte e della vita che nessun college avrebbe potuto insegnargli. Da quelle vicende sarebbero nate le ispirazioni per Platoon e Nato il quattro luglio.

Il regista ha spiegato di aver incontrato numerosi rifiuti prima di riuscire a realizzare i propri progetti, trasformando quegli ostacoli in un’occasione di crescita. Da qui la frase scelta come sintesi della sua esperienza: essere migliorato proprio grazie al rifiuto.

Nella parte conclusiva della lectio, Stone ha criticato la rappresentazione della carriera militare nelle campagne di arruolamento statunitensi, accusate di mostrare scenari spettacolari e una visione glorificata del conflitto senza raccontare davvero il nemico e la storia. Il regista ha quindi rivolto un attacco al presidente Donald Trump, contestando le dichiarazioni sulla possibilità di distruggere l’Iran e sostenendo che alla Casa Bianca vi sia una sottovalutazione delle conseguenze di una guerra nucleare.