La vicenda degli indennizzi legati alla crisi di Carife torna al centro del dibattito istituzionale a Ferrara. Il consigliere comunale Francesco Rendine, presidente del gruppo Alan Fabbri Sindaco, ha presentato una mozione con cui chiede a sindaco e giunta di rivolgersi alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo.
L’obiettivo è ottenere una rendicontazione dettagliata delle somme riconducibili a Bper e all’acquisizione di Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara. La richiesta nasce dai dati del Fondo nazionale di risoluzione, gestito dalla Banca d’Italia, nei cui rendiconti tra il 2018 e il 2025 risultano complessivamente 72,29 milioni di euro alla voce indennizzi corrisposti.
La richiesta di una ripartizione
Secondo quanto riportato nella mozione, i documenti pubblici non permettono però di stabilire quale quota sia stata versata a Bper e quale a Intesa Sanpaolo. Soltanto negli ultimi due esercizi, il Fondo indica 17,85 milioni di euro nel 2024 e 9,67 milioni nel 2025. Il rendiconto più recente precisa che gli importi comprendono indennizzi riconosciuti ai due istituti, senza fornire una suddivisione tra i rispettivi destinatari.
Rendine non attribuisce quindi automaticamente l’intera somma a Bper. La sua richiesta è ottenere la ripartizione ufficiale degli importi e chiarire quali siano effettivamente collegati alla vicenda Carife, quali spese abbiano coperto, a fronte di quali posizioni siano stati riconosciuti e sulla base di quale documentazione.
Il passaggio in Commissione parlamentare
La questione era già stata affrontata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta. Nel corso dell’audizione di Bper del 5 marzo 2026, il presidente Pierantonio Zanettin aveva chiesto chiarimenti sulla gestione e sull’utilizzo delle somme erogate dal Fondo nazionale di risoluzione.
La successiva risposta scritta dell’istituto, secondo la ricostruzione contenuta nella mozione, si sarebbe concentrata soprattutto sulla posizione della banca rispetto alle pretese degli ex azionisti e obbligazionisti Carife e sul sistema delle Notice of Claim. Sarebbe invece rimasto senza una risposta puntuale il nodo relativo agli importi ricevuti, alle causali, alle posizioni interessate e ai documenti utilizzati.
Per il consigliere, questa risposta non avrebbe soddisfatto la richiesta della Commissione e renderebbe necessario un ulteriore approfondimento. La mozione impegna quindi sindaco e giunta a trasmettere il documento a Zanettin e agli altri componenti dell’organismo parlamentare, chiedendo di completare l’accertamento avviato con l’audizione.
La vicenda risale al novembre 2015, quando Carife fu sottoposta a risoluzione insieme a Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti. In seguito, Bper acquisì Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara al prezzo formale di un euro. L’operazione prevedeva garanzie destinate a coprire determinati danni, costi e oneri derivanti da contenziosi o eventi specifici, comprese eventuali azioni promosse da ex azionisti ed ex obbligazionisti subordinati.
La nuova iniziativa si inserisce nel percorso già avviato da Rendine in Consiglio comunale. Nel settembre 2024 l’assemblea aveva approvato all’unanimità, con 29 voti favorevoli, una sua mozione sugli aggiornamenti relativi al Fondo indennizzo risparmiatori e all’assegnazione delle risorse residue. Questa volta la richiesta riguarda invece gli indennizzi riconosciuti agli istituti bancari dal Fondo nazionale di risoluzione e il loro eventuale collegamento con la crisi della banca ferrarese.