La Procura di Ferrara ha chiuso le indagini sulla morte di Davide Benetti, l’insegnante di 43 anni deceduto dopo il crollo di un balcone a villa Rivani Farolfi, a Riva del Po. L’incidente era avvenuto il 9 dicembre 2024, durante una gita scolastica alle ville storiche della zona.
Al termine degli accertamenti e delle consulenze tecniche, l’unico indagato rimasto per omicidio colposo è il proprietario 79enne dell’immobile settecentesco. La pm Sveva Insalata ha invece chiesto l’archiviazione per le due nipoti dell’uomo, comproprietarie della villa, e per l’allora dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Copparo, inizialmente coinvolto nell’inchiesta.
L’ipotesi della Procura
Al 79enne vengono contestate negligenza, imprudenza e l’inosservanza delle norme sulla tutela dei beni culturali. Secondo l’accusa, il proprietario non avrebbe garantito la conservazione dell’edificio né effettuato i necessari interventi di manutenzione. Inoltre, non avrebbe fatto eseguire da un tecnico abilitato le verifiche sulle condizioni di sicurezza del balcone.
Sempre secondo la ricostruzione della Procura, nonostante l’assenza di una valutazione tecnica, l’uomo avrebbe consentito l’accesso degli studenti alla struttura. Questa condotta, nell’ipotesi accusatoria, avrebbe contribuito a creare le condizioni che portarono al crollo del balcone e alla morte dell’insegnante.
Per le due nipoti, invece, la richiesta di archiviazione si fonda sulla loro presunta mancata conoscenza del fatto che la villa fosse aperta ai visitatori. La gestione dell’immobile sarebbe stata riconducibile al solo zio, mentre le due donne non lo frequentavano abitualmente e non avrebbero avuto poteri concreti per adottare cautele o impedire l’accesso.
La posizione della scuola
Quanto all’ex dirigente scolastico, l’ipotesi iniziale riguardava l’assenza, nel Documento di valutazione dei rischi, di procedure specifiche per controllare preventivamente la sicurezza di edifici esterni agli spazi scolastici scelti per le uscite didattiche. Nel corso degli accertamenti, tuttavia, gli inquirenti non hanno trovato circolari che imponessero o raccomandassero un simile adempimento.
Prima della visita era stato comunque effettuato un sopralluogo, sebbene da parte di personale privo di competenze tecniche specifiche, senza che emergessero elementi tali da far ritenere concreto un pericolo. La Procura ha inoltre considerato che neppure gli enti incaricati della tutela dell’immobile avevano segnalato criticità. Il crollo è stato quindi ritenuto non prevedibile, portando alla richiesta di archiviazione.
La valutazione non è condivisa dall’avvocato Simone Bianchi, che assiste la madre di Benetti, parte offesa nel procedimento. Il legale sta esaminando gli atti e ha annunciato la possibilità di presentare opposizione, ritenendo che possano emergere responsabilità anche a carico della scuola.
I tre comproprietari erano stati indagati anche per lesioni personali colpose ai danni di una guida turistica di 68 anni, volontario della Pro Loco di Guarda Ferrarese e coinvolto nell’organizzazione della visita. La Procura ha chiesto l’archiviazione anche su questo fronte perché la querela presentata dalla guida è stata considerata ampiamente tardiva.
Il crollo si verificò intorno alle 10 del mattino, in una giornata di pioggia battente. Dopo aver visitato gli interni della villa, gli studenti di una quinta elementare e di una seconda media di Riva del Po si erano affacciati sul balcone. Al termine del tour, Benetti e la guida erano rimasti sulla struttura, precipitando da circa quattro metri tra frammenti di marmo e calcinacci.
Entrambi furono trasportati in ambulanza all’ospedale di Cona. Benetti, che aveva riportato diverse microfratture, un’infezione provocata da alcune schegge e problemi legati alle allergie a numerosi antibiotici, morì il 18 dicembre 2024, dopo oltre una settimana di ricovero. Il decesso sarebbe stato provocato dalle complicanze delle ferite riportate nella caduta.