La maglia pensata dalla Spal per ricordare Federico Aldrovandi non sarà consegnata oggi ai suoi genitori. Lino Aldrovandi e Patrizia Moretti hanno deciso di declinare, almeno per il momento, l’invito della presidenza della società, che in occasione della partita contro la Vianese aveva organizzato un momento commemorativo allo stadio Paolo Mazza di Ferrara.
La scelta non nasce da un rifiuto dell’iniziativa. Lino Aldrovandi ha spiegato di apprezzare il gesto della società, ma di non sentirsi nelle condizioni di partecipare a una cerimonia davanti alla Curva Ovest, abbinando il ricordo del figlio a una giornata sportiva. La consegna è stata quindi rinviata a un momento considerato più adatto, quando sarà possibile onorare Federico in un clima diverso.
La coreografia cancellata
Alla decisione dei genitori ha contribuito quanto accaduto nelle ore precedenti. La Curva Ovest aveva annunciato che il ricordo di Federico, preparato insieme ad alcuni bambini, non si sarebbe svolto. Di conseguenza è stata cancellata l’intera coreografia prevista allo stadio. Sui motivi precisi dello stop non è stata ancora resa nota la versione della Questura: non è dunque possibile stabilire quali frasi siano state formalmente contestate né sulla base di quale valutazione.
Nella tarda serata di sabato Lino Aldrovandi ha affidato a Facebook le proprie riflessioni, pubblicando le frasi che i bambini avrebbero dovuto leggere. Il messaggio si apre con parole amare: Caro Federico, dopo ben 21 anni siamo ancora alle solite, dai ancora fastidio. Nel testo il padre ribadisce di non aver mai rivolto accuse indistinte alla Polizia e sottolinea che le responsabilità devono essere personali, senza coinvolgere chi non ha avuto parte nella vicenda.
Le parole dei bambini
Le frasi riportate nel post esprimono il desiderio di proteggere Federico, portarlo lontano dal pericolo, chiamare i genitori e chiedere aiuto. In alcuni passaggi compare anche il riferimento agli agenti e alla necessità di difendere, non fare del male. Lino Aldrovandi definisce con ironia quelle parole terribili, violente ed eversive, sostenendo di non riuscire a comprendere quale violenza vi sarebbe stata ravvisata, se non forse in una singola espressione che non indica.
Nel suo intervento il padre si rivolge anche a chi ha disposto lo stop, immaginando che un giorno possa passare davanti al memoriale dedicato a Federico insieme a un figlio o a un nipote. Il suo auspicio è che la storia del ragazzo venga raccontata ai bambini e portata ovunque, affinché quanto accaduto non si ripeta. Proprio per questo, secondo Aldrovandi, l’irrigidimento avrebbe riaperto una ferita ancora dolorosa.
La consegna della maglia potrà avvenire in futuro. Per ora, però, il momento commemorativo è stato rinviato e la coreografia preparata dai sostenitori non è arrivata sul prato del Mazza. Il messaggio del padre si conclude con un ringraziamento amaro rivolto alla Questura e alla Lega Calcio.