Il no della Regione Emilia-Romagna all’ampliamento della linea ferroviaria verso Comacchio, motivato dai costi ritenuti eccessivi, suscita la reazione di Dimitri Lama, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale. L’esponente politico ha definito la decisione motivo di amarezza, rilanciando la richiesta di inserire il collegamento nella programmazione regionale.
Secondo Lama, le 2.500 firme raccolte da Fratelli d’Italia a Comacchio e consegnate in Regione dimostrano quanto il tema sia sentito dalla comunità locale. La richiesta riguarda il ripristino di circa 28 chilometri di linea, con una stazione a Comacchio e l’arrivo a Porto Garibaldi.
Il nodo dei collegamenti
Nel suo intervento, il capogruppo indica tra i principali interessati studenti e giovani in cerca di lavoro, costretti, secondo la sua ricostruzione, a dipendere dall’automobile o dalla disponibilità dei familiari. La carenza di trasporti viene presentata come un ostacolo all’autonomia delle persone e alla possibilità di costruire il proprio futuro nel territorio.
Lama ricorda inoltre che la richiesta di una ferrovia per Comacchio va avanti da oltre trent’anni, da quando Alberto Balboni portò il tema all’attenzione del Consiglio regionale. Il progetto, nelle intenzioni di Fratelli d’Italia, dovrebbe servire i residenti, le imprese e i Lidi comacchiesi, soprattutto durante la stagione estiva, quando aumentano le esigenze di spostamento.
Turismo e sostenibilità
A sostegno della necessità di migliorare i collegamenti, Lama cita i dati sulle presenze turistiche: tra gennaio e agosto 2026, il 41% degli arrivi sarebbe stato straniero, con una crescita di circa il 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per il capogruppo, la presenza di visitatori europei conferma la vocazione internazionale di Comacchio, ancora priva di un’infrastruttura ferroviaria ritenuta adeguata.
L’esponente di Fratelli d’Italia critica anche quella che definisce una contraddizione nelle politiche regionali sulla sostenibilità. A suo giudizio, chiedere ai cittadini di ridurre l’uso dell’auto senza offrire alternative al trasporto su gomma rende più difficile raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione.
La richiesta rivolta alla Regione è di rivedere l’esclusione del progetto dalle priorità e di indicare un percorso concreto, attraverso l’inserimento nella programmazione, una valutazione di fattibilità e la ricerca delle risorse necessarie. Lama sostiene che, dopo decenni di sollecitazioni e la raccolta delle firme, la mancata inclusione non possa più essere considerata una semplice dimenticanza, ma una scelta politica da discutere con i cittadini.