Il tribunale ha accolto la richiesta della difesa e ha disposto la riunione dei due procedimenti a carico di Vivere Qui, la cooperativa con sede a Vigarano Mainarda coinvolta in un’inchiesta sulla gestione dell’accoglienza. Il primo procedimento risale al 2018, mentre il secondo è stato avviato nel 2021.
In entrambi i fascicoli, ai vertici della cooperativa vengono contestati, a vario titolo, i reati di truffa aggravata, falso e inadempimento contrattuale in pubbliche forniture. Le accuse dovranno essere esaminate nel corso del dibattimento e non equivalgono a una responsabilità già accertata.
Le contestazioni sulla rendicontazione
Le posizioni della cooperativa nei due procedimenti sono considerate sovrapponibili: le contestazioni risultano infatti identiche o comunque speculari. Anche sulla base di questa circostanza, oltre che per ragioni di economia processuale, il giudice ha ritenuto opportuno trattare insieme i due processi.
Nel corso dell’udienza di martedì 15 settembre sono stati ascoltati un operatore della società e un responsabile di Asp. Le loro deposizioni hanno riguardato i metodi e i sistemi utilizzati per rendicontare le presenze degli ospiti accolti nelle strutture.
Il numero delle persone presenti e la loro permanenza costituivano infatti elementi rilevanti per il calcolo delle somme giornaliere riconosciute nell’ambito dei servizi di accoglienza. L’esame dei testimoni si è concentrato quindi sulle modalità concrete di registrazione delle presenze e sulla documentazione utilizzata per giustificare gli importi.
La linea della difesa
Dalle testimonianze sarebbero emerse alcune criticità organizzative. Secondo la ricostruzione sostenuta dalla difesa, prima dell’introduzione delle più recenti normative e dei relativi regolamenti la materia non disponeva ancora di procedure operative uniformi.
In assenza di linee guida precise, sostiene la difesa, le associazioni avrebbero seguito prassi differenti nella gestione amministrativa e contabile. Le diseguaglianze riscontrate nella documentazione, secondo questa impostazione, sarebbero dunque riconducibili anche alla mancanza di criteri condivisi per la rendicontazione.
Il procedimento proseguirà con l’audizione di due operatori di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza, che hanno condotto le indagini, e di almeno uno degli imputati. La prossima udienza è stata fissata per il 23 novembre.