Una polizza sanitaria integrativa gratuita è stata messa a disposizione di oltre 1,2 milioni di dipendenti della scuola, ma la misura non riguarda tutto il personale. A contestare l’impostazione dell’intervento è Usb Scuola, che concentra le proprie critiche sull’esclusione dei supplenti brevi e sul ricorso a strumenti assicurativi privati per affrontare le difficoltà di accesso alle cure.
Secondo il sindacato, proprio i supplenti brevi rappresentano una delle componenti più esposte alla precarietà, perché vengono impiegati per coprire assenze e cattedre temporaneamente vacanti. La loro esclusione dalla copertura viene quindi considerata non un dettaglio tecnico, ma un’ulteriore disparità nelle tutele riconosciute al personale con contratti meno stabili.
Chi può aderire
La copertura, operativa da mercoledì 10 settembre, è gestita da UniSalute in coassicurazione con Poste Assicura e Intesa Sanpaolo Protezione. Possono aderire i docenti, i Dsga e il personale Ata a tempo indeterminato, oltre ai supplenti con contratto annuale fino al 31 agosto o fino al termine delle attività didattiche del 30 giugno. Sono inclusi anche il personale utilizzato nelle scuole statali, i dirigenti scolastici e il personale amministrativo del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Restano esclusi, oltre ai supplenti brevi, il personale delle Province autonome di Trento e Bolzano e della Valle d’Aosta, chi è comandato presso altre amministrazioni e le persone che abbiano già compiuto 71 anni alla decorrenza della copertura. L’adesione non è automatica: gli interessati devono accedere all’area riservata del portale ministeriale tramite Spid, Cie o Cns e selezionare il servizio dedicato all’assicurazione sanitaria integrativa.
Una volta espressa, la scelta è irrevocabile e resta valida fino alla scadenza del contratto per il personale a tempo determinato oppure fino alla cessazione dal servizio per quello di ruolo. L’attivazione non è immediata: dopo la richiesta, il Ministero deve trasmettere i nominativi alla compagnia assicurativa. Per questo viene suggerito di attendere almeno 20 giorni prima di registrarsi sul portale o sull’app di UniSalute. Il numero verde per informazioni su garanzie, prestazioni e rimborsi sarà attivo dal 30 settembre.
Le contestazioni del sindacato
Usb critica anche il metodo seguito per definire la misura, sostenendo che una decisione destinata a interessare una platea così ampia sia stata assunta senza un confronto adeguato con le organizzazioni sindacali non firmatarie del contratto collettivo nazionale. Nel mirino finiscono quindi la composizione della platea, le esclusioni e il coinvolgimento dei soggetti assicurativi.
Il sindacato non nega che una copertura gratuita possa offrire un beneficio concreto a chi riesce ad accedervi, soprattutto in una fase caratterizzata da liste d’attesa e dal ricorso crescente alla sanità privata. Tuttavia, Usb contesta la scelta di destinare risorse pubbliche a una polizza e teme che questo contribuisca a normalizzare l’idea di un Servizio sanitario nazionale non più sufficiente, da affiancare con strumenti legati alla posizione lavorativa.
Tra le questioni sollevate figura anche la gestione dei dati sanitari da parte delle compagnie coinvolte. Per Usb, la copertura non dovrebbe sostituire gli interventi ritenuti prioritari per il comparto: il rinnovo contrattuale, il recupero del potere d’acquisto degli stipendi, la stabilizzazione dei precari e nuove assunzioni per ridurre il ricorso strutturale alle supplenze. La critica del sindacato riguarda dunque il rapporto tra welfare assicurativo e sanità pubblica, oltre alle condizioni di lavoro del personale scolastico.