Matteo Salvini è tornato a Ferrara dopo circa due anni per inaugurare la nuova sede provinciale della Lega in via Don Giovanni Verità 11, affacciata sulla rotonda di San Giorgio. La visita del vicepremier e ministro ha però riportato in primo piano le divisioni interne al partito ferrarese, in particolare il rapporto ancora difficile tra Nicola Lodi, segretario provinciale della Lega ed ex vicesindaco, e il sindaco Alan Fabbri.
Il primo momento significativo si è registrato prima dell’ingresso di Salvini nella sede. Lodi ha cercato un abbraccio con Fabbri, in un gesto apparso anche rivolto alle telecamere, ma il primo cittadino ha ricambiato il saluto in modo formale. Un breve scambio, segnato da imbarazzo, che ha reso visibile una distanza non ricomposta. Nella sala erano esposti anche alcuni ritratti dei due amministratori ai tempi della conquista della città da parte della Lega.
La visita del leader leghista
La presenza di Salvini ha avuto una dimensione più contenuta rispetto alle manifestazioni del 2019, quando le sue visite erano accompagnate da grandi affluenze e lunghe code per i selfie. All’inaugurazione hanno partecipato soprattutto dirigenti, amministratori e militanti. Dopo una rapida visita ai locali, il leader della Lega ha risposto alle domande dei giornalisti all’esterno, nonostante il traffico della rotonda di San Giorgio.
Sul piano internazionale, Salvini ha commentato con favore la vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt, indicando come temi centrali la sicurezza, la difesa dei confini, il contrasto all’immigrazione clandestina e all’estremismo islamico. Ha inoltre definito il Green Deal europeo un suicidio economico, sostenendo che le politiche comunitarie stiano penalizzando fabbriche e lavoratori anche in Emilia-Romagna, a vantaggio della Cina.
Il ministro ha poi rivendicato il ruolo del governo nella realizzazione della terza corsia dinamica dell’A13 e ha sottolineato la collaborazione con la Regione Emilia-Romagna. Nel corso dell’incontro non è mancata una critica al sindaco di Bologna Matteo Lepore, accusato di mantenere posizioni eccessivamente ideologiche. Salvini ha inoltre respinto l’ipotesi di un passo indietro dalla segreteria nazionale della Lega, spiegando di voler rispettare l’incarico affidatogli dai militanti.
Il futuro politico di Lodi
La questione più delicata ha riguardato il possibile ritorno di Lodi nella giunta comunale. Salvini ha evitato di schierarsi, ribadendo di non voler imporre da Milano una decisione alla politica locale. Ha espresso stima sia per Alan Fabbri sia per Lodi e ha richiamato anche le vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’ex vicesindaco, paragonandole alla propria esperienza processuale.
Secondo il vicepremier, la scelta spetta alla sensibilità dei due amministratori. Salvini ha comunque rivendicato i risultati ottenuti dalla città negli ultimi anni e la riconferma del centrodestra alla guida di Ferrara. Sul prossimo candidato alle elezioni comunali non ha fornito indicazioni: la Lega, ha spiegato, sarà rappresentata da una figura del territorio, il cui nome dovrà essere indicato dai ferraresi.
La giornata si è conclusa con una visita alla cattedrale di San Giorgio, un aperitivo e una cena con militanti e rappresentanti del partito. Sullo sfondo resta l’immagine del saluto freddo tra Lodi e Fabbri: la partita sul futuro dell’ex vicesindaco e sugli equilibri della Lega ferrarese appare ancora aperta.