Giustizia

La Procura impugna l’assoluzione di Daniele Bertarelli

Sentenza: primo grado favorevole; al centro le pressioni sull’ex dipendente Daniel Servelli.

La Procura impugna l’assoluzione di Daniele Bertarelli

La Procura di Ferrara ha presentato appello contro la sentenza con cui Daniele Bertarelli, presidente della cooperativa Cidas, è stato assolto dall’accusa di induzione indebita a dare o promettere un’utilità. Il procedimento riguarda le presunte pressioni esercitate dall’ex vicesindaco Nicola Lodi sul vertice della cooperativa per ottenere provvedimenti nei confronti di un dipendente.

La vicenda giudiziaria

Bertarelli era stato assolto lo scorso 18 marzo dal collegio del Tribunale di Ferrara, presieduto da Piera Tassoni, con la formula perché il fatto non sussiste. La Procura, ritenendo invece fondata l’ipotesi accusatoria, ha deciso di impugnare il verdetto davanti alla Corte d’Appello.

La vicenda è collegata al procedimento che nel dicembre 2024 ha portato alla condanna, con rito abbreviato, dell’ex vicesindaco Nicola Lodi a due anni e dieci mesi. I processi sono stati separati per la diversa scelta processuale dell’ex amministratore. Secondo l’accusa, Lodi avrebbe abusato della propria qualità e dei propri poteri di pubblico ufficiale per indurre Bertarelli a promettergli un’utilità indebita.

Al centro dell’inchiesta c’è una lettera del 3 maggio 2020, nella quale Lodi chiedeva a Bertarelli di rimuovere dall’incarico svolto all’ospedale di Cona il dipendente Daniel Servelli. L’ex vicesindaco avrebbe motivato la richiesta con la necessità di mantenere rapporti collaborativi tra il Comune e Cidas, che all’epoca aveva con l’amministrazione contratti e appalti per oltre 1,6 milioni di euro.

Servelli, che si era espresso criticamente nei confronti di Lodi su Facebook, era stato coinvolto anche in un procedimento per diffamazione aggravata, concluso con una multa. Bertarelli non accolse integralmente la richiesta di rimozione, ma il 27 maggio 2020 adottò nei confronti del dipendente un richiamo verbale. In seguito, durante una discussione registrata da Servelli il 18 agosto, ci fu un ulteriore avvertimento orale.

La posizione della Procura e della difesa

Il 14 agosto, dopo altri post critici pubblicati dal lavoratore, Lodi aveva sollecitato nuovamente il presidente di Cidas a valutare misure per limitare quelle iniziative, prospettando il rischio di un venir meno del rapporto fiduciario tra ente pubblico e cooperativa. Bertarelli aveva risposto via email promettendo l’adozione di nuove misure, che però non furono attuate. Sulla vicenda era emersa anche la posizione contraria del responsabile delle risorse umane di Cidas.

Per la Procura, l’adesione di Bertarelli all’induzione indebita sarebbe confermata dalla minaccia di possibili ritorsioni nei confronti della cooperativa. Secondo l’accusa, il fatto che il provvedimento disciplinare fosse astrattamente legittimo non escluderebbe il carattere indebito della promessa, soprattutto se la sanzione fosse stata utilizzata non per autonome esigenze del datore di lavoro, ma in risposta alle pretese dell’ex vicesindaco.

La difesa di Bertarelli, affidata all’avvocato Simone Trombetti, sostiene invece che l’impugnazione sia stata presentata soprattutto per sostenere l’accusa nei confronti di Lodi, la cui condanna è all’esame della Corte d’Appello. Il legale ha definito la sentenza di primo grado correttamente motivata e ha ribadito la convinzione che il presidente di Cidas sarà assolto anche nel giudizio di secondo grado.